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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca Capua

Neonata morta in clinica, i medici si difendono: "Nessuna anomalia prima del parto"

I periti degli imputati smontano la ricostruzione dell'accusa: "Evento imprevedibile. Nulla l'avrebbe salvata"

"Un evento imprevedibile, acuto e grave" sarebbe stato la causa della morte di una neonata che "era arrivata al punto di non ritorno né la ventosa né un cesareo l'avrebbe salvata". Inoltre, "non c'erano situazioni di sofferenza fetale: il battito del feto era regolare fino a poco prima dell'evento del parto". Sono le disamine dei consulenti di parte rese nel corso dell'ultima udienza tenutasi dinanzi al giudice monocratico Alessandra Cesare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico dei due ginecologi Felice Foresta e Rosa Di Meo e dell'ostetrica Roberta Merola in servizio presso la clinica Villa Fiorita di Capua, imputati di omicidio colposo.

Secondo quanto ricostruito dal Sostituto Procuratore Sergio Occhionero i tre sanitari non avrebbero correttamente espletato le procedure necessarie per addivenire al parto non scongiurando così la morte della neonata. Era il 3 ottobre del 2015 quando una giovane coppia rumena ma residente a Teano si recò in clinica per dare alla luce la loro primogenita mediante un parto naturale. La partoriente venne messa in sala travaglio e monitorata mediante tracciato. Alle 12,07 il tracciato cominciò a segnalare dei picchi anomali. Se ne susseguirono tre. Nonostante i picchi il monitoraggio non fu continuo e la bimba a cavallo tra due turni nacque alle 15,05 morta.

Durante il dibattimento sono stati chiariti alcuni punti concernenti l'indisponibilità del tracciato ed i picchi. "Ho visionato i tracciati precedenti e proceduto ad auscultazione. Era un tracciato perfetto poiché evidenziava una frequenza cardiaca perfetta. Quei tre picchi per me non hanno significato nulla non li ho neppure considerati" ha ammesso nel corso della sua escussione il dottore Felice Foresta proseguendo: "quando la bimba è nata morta ci siamo guardati tra noi esterrefatti. Si è trattato di un evento avverso ma nessuno si poteva rimproverare qualcosa".

"Tutti in sala parto hanno sentito il battito della bambina, Foresta durante il parto ascoltava il battito del feto e ad ogni battito c'è stata la richiesta di approvazione di quelli presenti che hanno annuito: il battito c'era", ha dichiarato la dottoressa Rosa Di Meo nel corso della sua escussione chiarendo che "il travaglio lo segue l'ostetrica ma se ci sono anomalie vengono segnalate al medico di turno, non ci sono state anomalie".

Si torna in aula la prima settimana di novembre per eventuali integrazioni probatorie. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati di Mario Palmirani e Vincenzo Cortellessa ( per le costituite parti civili), Carlo Perrotta e Paola Santantonio (per gli imputati),Davide Pascarella (per la clinica Villa Fiorita ritenuta parte processuale come responsabile civile).

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