Droga, chiesti 10 anni di carcere per un finanziere

4 kg di droga scomparsa dopo il sequestro. L'indagine nata dopo la morte di un tenente

Dieci anni di carcere per un maggiore della Guarda di Finanza. E’ questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero Gerardina Cozzolino ai danni di Francesco Nasta, 40 anni, originario di Pomigliano d’Arco; pena leggermente già lieve per Pasquale Topa ed Antonio Casciari (8 anni a testa), entrambi finanzieri in servizio ad Aversa.

Le indagini scattarono in seguito alla morte del tenente Felice Stringile nella città normanna. Le indagini portarono subito alla perquisizione dell'ufficio del tenente. Nel corso delle operazioni, all'interno di una cassaforte contenente reperti ed altro, veniva rinvenuto un cartone imballato indicato come contenente circa 4 kg di cocaina; tale reperto risultava essere chiuso con nastro da imballaggio, ma, ad una più attenta visione, risultava che i sigilli erano stati manomessi. Tale circostanza destava immeditamente sospetti, tanto che successivi accertamento consentivano di appurare che il reperto risultava essere stato distrutto il 13 ottobre 2011.

Ad un primo esame appariva subito chiaro che vi era stata l'appropriazione dei 4 kg di cocaina e che il pacco era stato perfettamente ricostruito, con all'interno i panetti di  das e tutto quello che originariamente conteneva (riviste, originari involucri, resti di caffè e scarpe) al fine di dare la parvenza di un reperto appoggiato all'interno della cassaforte in attesa di distruzione. La Procura continuava quindi con due indagini parallele orientate, la prima, ad accertare le cause del decesso del tenente  Stringile e le eventuali responsabilità dirette o indirette di terzi nell'evento; la seconda, ad acquisire elementi probatori in merito all'ammanco della droga.

Gli accertamenti autoptici e tossicologici consentivano di stabilire che il decesso del tenente era dovuto ad overdose di droga, che il militare aveva prelevato da alcuni locali del comando di appartenenza. Ma si appurava che non si trattava della cocaina depositata nelll'armadio blindato del proprio ufficio. Sull'altro versante venivano raccolti elementi che consentivano di attribuire a Nasta la sottrazione di circa 4 kg di droga, essendo egli l'unico ad avere le chiavi della cassaforte nel periodo in cui materialmente era scomparsa la droga. 

L'elemento oggettivo determinante che consente di affermare senza dubbio alcuno il pieno coinvolgimento di Nasta nella triste ed inquietante vicenda è rappresentato dall'elenco di tutti i reperti presenti in custodia temporanea presenti presso il reparto del Corpo al 31 dicembre 2011, predisposto dallo stesso il 19 gennaio 2012 e trasmesso al comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta. In questo periodo su disposizione del comandante provinciale, veniva richiesto al comandante del Nopi di predisporre un elenco dettagliato di tutti i reperti distinte neo a seconda di dove essi fossero custoditi. Nasta redigeva e sottoscriveva l'elenco, nel quale inseriva tutti i reperti, distinguendoli in base alla natura ed alla collocazione (compresi quelli custoditi nella cassaforte), ma stranamente dimenticava un reperto di ben 4 kg di cocaina da lui conservato nella cassaforte e a suo dire ancora da distruggere.

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