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Cronaca Carinaro

Lettera anonima fa trovare i resti di Palazzo Casignano nel terreno di un imprenditore

Svolta nelle indagini dopo l'abbattimento di parte del muro di cinta: individuati anche i mezzi di un'azienda. Scatta il sequestro

Rinvenuti pezzi di muro compatibili con quelli asportati da quello di cinta dello palazzo di Casignano, a Carinaro, abbattuto lo scorso 25 agosto. E' stata questa la scoperta fatta dagli agenti della polizia municipale che hanno informato la Procura del rinvenimento. Disposto il sequestro dell'area dove sono collocati i frammenti di muratura, all'interno di un'azienda in zona Asi.

A renderlo noto è il Comune che fa il punto sulle indagini in seguito all'abbattimento di parte del muro di cinta dello storico palazzo, primo insediamento a Carinaro. A fornire una svolta al lavoro degli inquirenti per risalire ai responsabili è stata una lettera anonima giunta in municipio nei giorni scorsi. Nella missiva sarebbe stato indicato il luogo dove sarebbero stati trasportati i resti del muro: un terreno in zona Asi di proprietà di un imprenditore.

Così è scattato il sopralluogo della polizia municipale. Dai primi riscontri che ha rinvenuto porzioni di muro che "appaiono essere proprio i resti del muro di cinta" abbattuto. Contemporaneamente sono stati analizzati i filmati delle telecamere presenti in zona. Gli agenti hanno notato il passaggio di tre mezzi recanti le insegne di una società del posto transitare nei pressi del palazzo e, su di uno di essi, ci sarebbero delle pietre riconducibili ai residui del muro abbattuto. "Abbiamo quindi immediatamente allertato la Procura richiedendo il sequestro dell’area, che il gip ci ha concesso - fanno sapere dal Comune - per effettuare la comparazione e verificare se quelli siano o meno i resti di Palazzo Casignano. Attendiamo ora l’esito delle verifiche e l’accertamento di eventuali responsabilità per procedere. Questa vicenda avrà risvolti penali che terranno conto anche dell’enorme danno arrecato ad un simbolo storico e di grande valore per la comunità".

L'amministrazione comunale, infine, lancia un appello alla cittadinanza: "l'abbattimento del muro ha portato alla distruzione del sacello, l’insegna devozionale secolare lì presente. Se qualcuno fosse in possesso di una sua fotografia, la fornisse gentilmente al Comune in modo da poter trasferire l’indagine anche alla Sovrintendenza e al nucleo speciale dei carabinieri per i beni culturali".

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