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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Alife

Viene dimesso ma il giorno dopo torna in ospedale e muore: aperta un'inchiesta

I fratelli hanno presentato un esposto per appurare le cause del decesso ed eventuali errori da parte dei medici

Sarà la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a fare luce sul decesso di M. P., 56enne di Alife, deceduto all'ospedale di Sessa Aurunca. L'uomo era stato accompagnato al pronto soccorso per un gonfiore addominale e quindi era stato dimesso ma il giorno successivo aveva accusato un malore e trasportato nuovamente in ospedale dove è deceduto.

A seguito dell'esposto dei familiari la Procura ha aperto un fascicolo. I congiunti vogliono sapere di cosa è morto improvvisamente il loro caro, perché è stato dimesso dall'ospedale e se ha avuto tutto le cure necessarie e, ovviamente, se poteva essere salvato. Riscontrando l’esposto presentato dai fratelli, assistiti dallo Studio3A-Valore S.p.A., la Procura di Santa Maria Capua Vetere, attraverso il Pubblico Ministero Valentina Santoro, ha aperto un procedimento penale per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario, al momento contro ignoti, sul decesso di M. P., 56 anni, di Alife, avvenuto giovedì 26 gennaio 2023 al nosocomio di Sessa Aurunca. Il Sostituto Procuratore ha altresì posto sotto sequestro tutte le cartelle cliniche, comprese quelle della struttura socio-assistenziale dove la vittima era ricoverata permanentemente, e anche la salma in vista dell’autopsia, che sarà disposta per la prossima settimana e sarà effettuata presso l’istituto di Medicina Legale dell’ospedale civile di Caserta.

M. P. era ospite dal 1996 della Residenza-Casa Alloggio Villa della Rocca, a Rocca d’Evandro, in quanto affetto da schizofrenia nonché da epatite C, patologia, quest’ultima, curata tuttavia in modo risolutivo nel corso degli anni. Fisicamente, infatti, il 56enne stava bene e anche in occasione dell’ultima visita, il 12 gennaio 2023, i fratelli lo avevano trovato in ottima salute né avevano ricevuto informazioni diverse fino alla serata di mercoledì 25 gennaio, quando il medico che presta servizio nella struttura assistenziale li ha informati che avrebbero condotto il fratello all’ospedale e, successivamente, poco prima dell’una di notte del 26 gennaio, che era stato ricoverato e gli era stato applicato un catetere.

In realtà infatti, come hanno appurato poi, il loro caro già martedì 24 gennaio aveva manifestato uno strano gonfiore addominale tanto che da Villa della Rocca avevano allertato il 118 e il degente era stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso di Sessa Aurunca, da dove però, dopo avergli prescritto una terapia al momento sconosciuta ai congiunti, lo avevano rimandato nella Residenza di provenienza. Ma la situazione non era affatto migliorata, tanto che l’indomani, 25 gennaio, al culmine di una giornata in cui il malessere all’addome era perdurato senza soluzione di continuità, dalla struttura assistenziale hanno nuovamente chiamato il 118 e il paziente ha rifatto accesso all’ospedale civile di Sessa Aurunca, alle 20 circa. Anche in questo caso tuttavia i sanitari intendevano dimetterlo, ma sarebbe stata la ferma opposizione dell’operatore di Villa della Rocca che l’aveva accompagnato a convincere i medici dell’ospedale a ricoverarlo per gli opportuni accertamenti e approfondimenti.

Uno dei fratelli della vittima, non avendo ricevuto più notizie, alle 9 di mattina del 26 gennaio è quindi partito da casa per raggiungere il presidio ospedaliero, ma non ha fatto a tempo ad arrivare che, sempre il medico di Villa della Rocca lo ha avvisato per telefono del decesso del fratello a causa di un non meglio specificato arresto cardiaco. Il familiare è rimasto sotto shock e ancora di più dopo aver visto in camera mortuaria il corpo del fratello, che presentava un rigonfiamento addominale del tutto abnorme.

Di qui la decisione di fare piena luce sui fatti. I congiunti della vittima, attraverso il consulente legale Simone Sangiovanni, si sono rivolti allo Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e nel pomeriggio dello stesso 26 gennaio è stata presentata una denuncia querela presso la caserma dei carabinieri di Sessa Aurunca, nella quale si chiede all’autorità giudiziaria di fare chiarezza sulla vicenda, accertando le reali cause del decesso e, soprattutto, eventuali responsabilità dei sanitari che hanno avuto in cura il 56enne di entrambe le strutture coinvolte, l’ospedale di Sessa Aurunca e Villa della Rocca. Istanze ritenute meritevoli di accoglimento da parte della Procura, che ha aperto un fascicolo con i conseguenti, primi provvedimenti.

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