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Cronaca

Muore a 39 anni in ospedale, archiviata inchiesta su 5 medici

Decisiva la relazione dopo l'autopsia: non ci fu negligenza da parte dei sanitari

Si chiude con l'archiviazione l'indagine avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 5 medici dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta indagati per la morte di Salvatore Consolazio, 39 anni di Casagiove, spirato nel reparto di Rianimazione un anno fa. 

La relazione dei consulenti nominati dalla Procura - Ilaria De Vitis dell'Università di Bari e Francesco Diurno, anestesista al Moscati di Aversa - ha ritenuto corretto l'operato dei medici indagati evidenziando come Consolazio fosse morto per cause naturali e non per negligenza dei medici. Una tesi che è stata accolta sia dalla Procura sia dal gip competente che ha disposto, dunque, l'archiviazione del caso.

Consolazio era giunto in ospedale in preda ad un malessere. Dopo il suo decesso i familiari denunciarono problemi nelle cure con la Procura che aveva iscritto nel registro degli indagati  i medici: Silvia Mastropietro, Francesco Puorto, Marco Belletta, Francesco Carrino tutti in servizio presso il reparto del pronto soccorso casertano ed infine Angelina Merola, del reparto di rianimazione dello stesso ospedale. I medici casertani sono stati difesi dagli avvocati Angelo Rossi, Raffaele e Gaetano Crisileo e Vittorio Giaquinto mentre i familiari della vittima sono stati assistiti dall'avvocato Benito De Siero.

Gli esami sul corpo del 39enne oltre ai medici legali nominati dalla Procura hanno visto impegnati anche i consulenti Pasquale Giugliano, di Caserta, ed Antonio Cavezza, napoletano, nominati dalle difese degli indagati oltre al dottor Maurizio Mucinò quale consulente di parte di Consolazio.

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