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Giorgio Galiero è morto ad agosto dopo essere stato investito

Giorgio Galiero è morto ad agosto dopo essere stato investito

Il giudice rifiuta il patteggiamento per l'automobilista che ha ucciso Giorgio Galiero

Ritenuta troppo esigua la pena a 4 anni e mezzo. L'uomo scappò dopo aver investito il giovane padre davanti al figlioletto

Rifiutata la richiesta di patteggiamento per M.G., l'ucraino di 37 anni residente a Licola che il 17 agosto scorso ha spezzato la giovane vita di Giorgio Galiero a Castel Volturno. L'automobilista, poco dopo le 21.30, travolse con la sua vettura il giovane padre (aveva 34 anni) che passeggiava col figlioletto di 6 anni in via delle Acacie a Pinetamare. Una folle corsa che lo travolse, colpendolo in pieno e facendolo volare per alcuni metri. A causa delle ferite letali, la vita di Giorgio si fermò quasi istantaneamente.

Immediata la caccia all'uomo tra l'angoscia, la rabbia e lo sgomento cittadino. Le successive indagini condotte dai carabinieri del reparto territoriale di Mondragone e della stazione di Pinetamare scovarono l'omicida qualche ora più tardi. Ubriaco a casa dell'allora compagna. Seguì l'arresto per omicidio stradale ed omissione di soccorso. Al 37ennem, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha rifiutato la richiesta di patteggiamento a 4 anni e 6 mesi concordata dal pubblico ministero Orso e dal suo legale, l'avvocato Cristiano Capurro.

Il giudice Grammatica ha ritenuto la pena non concreta, troppo esigua, rigettando il patteggiamento. Le persone offese (Salvatore Galiero, Vincenzo Galiero e Maria Scogliamilio) costituitesi parte civile e difese dall'avvocato Ferdinando Letizia non hanno trattenuto la loro rabbia per aver perso una amata vita.

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