Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Marcianise

Muore a Cuba edicolante di Marcianise: l'addio del sindaco

Se n'è andata all'improvviso per un malore a 61 anni: aveva già programmato un ritorno nella sua città

Se ne è andato a 61 anni, all'improvviso. Gli è stato fatale un malore fulmineo che gli ha negato la gioia della vita per i prossimi anni. Gabriele Orofonino è stato uno storico edicolante di piazza Carità a Marcianise che decise poi di trasferirsi a Cuba dove trovò l'amore. E proprio a pochi passi da L'Avana ha perso tutto in un battito di ciglio.

Il sindaco Antonello Velardi lo ricorda così: "Un mondo in una piazza, ma anche il mondo oltre quella piazza. Gabriele era l'Annunziata, la piazza di cui era diventato il simbolo e dove ha trascorso gran parte della sua prima vita. E' morto ieri a Cuba, il suo mondo oltre quella piazza, il mondo della sua seconda vita. Se ne è andato a 61 anni: non stava molto bene ma nulla che facesse presagire la sua fine: è spirato all'improvviso dopo un malore fulmineo. Con lui se ne va un simbolo di una certa Marcianise, quella che tra gli Anni Settanta e Ottanta viveva la propria giovinezza sempre in fuga, in fuga anche da se stessa, cercando un approdo che però sembrava sempre lontano. Apparteneva alla "meglio gioventù", Gabriele: l'intelligenza e la voglia di vivere, la forza delle radici e insieme l'ostinazione di sintonizzarsi con la modernità".

Il sindaco poi dice che "lo ricordo come fosse ieri, nella sua edicola di piazza Carità, in una delle sue intraprese, ma non una qualsiasi perché nei giornali e nei libri rifletteva una parte di sé. Poi andò via da Marcianise, saranno stati venti anni fa, e lo persi di vista. Era andato a Cuba, una meta che soprattutto in quegli anni non era geografica, insieme con Pasquale il profumiere, compagno di viaggio e di scoperte del mondo. A Cuba lasciò il cuore, trovò l'amore. Lui, inquieto, in fuga sempre e comunque, decise di fermarsi lì, a poca distanza dall'Avana, dove poi si sposò. Era in fuga e perciò continuò a pendolare tra Cuba e l'Italia, la sua Marcianise, dove aveva lasciato le tre sorelle, gli amici, e le pietre che erano parte della sua vita. Tre figli, una vita che faceva slalom tra la felicità e le angustie; poi, la separazione e la decisione della moglie di non tornare nel suo Paese ma di restare in Italia".

Gabriele, invece, decise di tornare in quello che era diventato il suo Paese e nella sua scelta si trovò al fianco anche i figli che a Cuba trovarono l'approdo della nonna materna e che da lì, negli anni, impararono a costruirsi una vita, quasi sempre in viaggio, molto spesso in Messico. "Ma Gabriele tornava di frequente in Italia, tornava per la festa del Crocifisso; quasi come se venisse ad annusare ancora i sapori di piazza Carità, ad incontrare gli amici della sua giovinezza anche se, per loro, era sempre aperta la sua casa di Cuba, riferimento per tutti i marcianisani in viaggio in quel Paese. Negli ultimi tempi non stava bene, il diabete lo tormentava. Eppure non aveva perso il sorriso: è stampato sul suo volto, nelle foto che postava su Facebook, dove - come sull'altalena - ondeggiava tra i fatti di Cuba e dell'Italia: i suoi mondi, il suo mondo. Aveva deciso di tornare in questi mesi, ma poi il covid lo ha bloccato, Ma non aveva rinunciato all'idea: sarebbe sbarcato di nuovo a piazza Carità, a frequentare il bar dove aveva consumato migliaia di drink e migliaia di caffè, a decidere cosa fare di quelle pietre che erano parte della sua vita. Se ne è andato in punta di piedi, molto prima del tempo: gli amici di Marcianise lo piangono affranti. E con loro i suoi familiari: due sorelle sono qui, un'altra vive al Nord. Con la testa era sempre in viaggio, Gabriele: il viaggio ora è finito. E con lui è anche finita un'epoca, quella della "meglio gioventù". Verrà cremato a Cuba, le ceneri verranno portate nella sua Marcianise; torna lì da dove è partito. Affettuose condoglianze ai familiari, una carezza a lui: riposi in pace".

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