Caserta piange Salvatore Vinciguerra, il ciclista morto davanti allo stadio Pinto

Ex dipendente comunale, era conosciuto come “il marmista di via San Carlo”. E’ stato anche presidente degli accollatari di Sant’Anna

Salvatore Vinciguerra è la vittima dell'incidente davanti lo stadio

Un dolore indescrivibile. E’ il sentimento che sta provando oggi chi conosceva Salvatore Vinciguerra, l’ex dipendente comunale, da tutti conosciuto per le sue capacità di marmista, rimasto vittima del drammatico incidente stradale avvenuto giovedì pomeriggio in viale Medaglie d’Oro a Caserta, proprio nei pressi dello stadio Pinto.

Salvatore Vinciguerra era in sella alla sua bicicletta quanto è stato centrato in pieno da una moto guidata da un ragazzo, anche lui residente a Caserta: l’impatto è stato molto violento. Salvatore Vinciguerra è caduto a terra, proprio accanto al marciapiede. Fin da subito non si muoveva e questo ha fatto immediatamente preoccupare gli automobilisti ed i passanti che hanno allertato i soccorsi. Quando è giunta la pattuglia della polizia locale guidata dal commissario Claudio Smeragliuolo ed il personale del 118, purtroppo, la paura si è trasformata in realtà: per Salvatore Vinciguerra, il marmista di via San Carlo, non c’era più nulla da fare.

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“E’ una notizia che ha sconvolto me e l’intera città” ha commentato il sindaco di Caserta Carlo Marino. Vinciguerra è stato anche per anni presidente degli accollatari di Sant’Anna, come ricorda il consigliere comunale Antonio Ciontoli: “Viveva la sua vita diviso tra la bottega di Via San Carlo e la sede degli accollatori in Via Turati. La sera, sul calar del sole, si rimetteva in sella al suo destriero a due ruote e ripercorreva a ritroso il tratto che lo portava dalla sua via San Carlo al Parco degli Aranci, dove abitava. Lineare e possente la sua pedalata, il percorso, sempre lo stesso, attraverso il lungo marciapiede di Viale Medaglie d'oro, quello che oggi lo ha salutato per l'ultima volta. La sua bottega, uno scrigno di testimonianze, di storia cittadina, di articoli di giornali. Si entrava uno per volta e senza distanziamento sociale, tanto era minuto lo spazio interno. Era il suo luogo di impegno quotidiano, lo spazio in cui alternava la lucidatura dei marmi, la lettura del giornale, i momenti di scultura della Sua cara Sant'Anna e le lunghe chiacchierate con amici e passanti. Le sue opere su lastra di marmo bianco, sono oggi esposte fuori la sede dell'associazione cattolica in Via Turati, nel Santuario di Pompei e finanche nella libreria internazionale di Lourdes. Don Salvatore era un casertano, orgoglioso della sua storia".

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