Cronaca Macerata Campania

Chiara morta a 4 anni, la Procura alza bandiera bianca: "Assolvete il pediatra"

La richiesta formulata dal pm Carmerlingo nel corso della requisitoria: "Non ci sono prove". La parte civile invoca la condanna del professionista

Assoluzione. E' stata questa la richiesta formulata dal pubblico ministero nei confronti del pediatra di Macerata Campania Eugenio De Felice, accusato dell'omicidio colposo della piccola Chiara Mirto, morta a 4 anni nella notte tra il 2 ed il 3 marzo del 2015 per una miocardite fulminante. 

Per il pm Nicola Camerlingo il lungo dibattimento - che si sta celebrando dinanzi al giudice Marco Discepolo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - non avrebbe dimostrato responsabilità penali a carico del professionista sanitario anche alla luce delle letture opposte fornite dai consulenti della Procura, della parte civile e della difesa (Luca Lepore, Claudio Buccelli, Luigi Palmieri e Antonio Cavezza). In altri termini non si sarebbe raggiunta la prova con De Felice che, ad avviso della Procura, sarebbe eventualmente incorso in una colpa lieve.

Di diverso avviso l'avvocato Gaetano Crisileo, difensore dei genitori della piccola Chiara, che ha chiesto la condanna del medico. Il legale di parte civile, nel corso della sua arringa, ha evidenziato il comportamento del pediatra che sarebbe stato connotato da una forma grave di colpa omissiva non solo per la superficialità con cui il medico visitò la bambina nelle due circostanze (gli guardò solo la gola senza auscultare il cuore ed il torace e senza misurargli la temperatura corporea) ma soprattutto perché nella telefonata intercorsa tra la mamma di Chiara e il sanitario, avvenuta sempre il 2 marzo 2015, tra le 18 e le 19, De Felice, anche di fronte ad un peggioramento della situazione che gli venne rappresentata dalla mamma di Chiara, avrebbe ritenuto non necessario  ricoverare la bambina.

L’avvocato Crisileo ha chiesto poi al Giudice di trasmettere gli atti in Procura per il reato di falsa testimonianza nei confronti della moglie di De Felice che - sentita in aula come testimone della difesa - ha riferito di aver assistito a quella telefonata della sera del 2 marzo 2015 tra il marito e la mamma di Chiara in cui, diversamente da quanto hanno riferito i genitori della bambina, suo marito avrebbe consigliato il ricovero ospedaliero della piccola. 

Nel corso dell'udienza c'è stata l'arringa difensiva anche dell'avvocato Giuseppe Basile - difensore con Felice Carbone di De Felice - che ha chiesto l'assoluzione in quanto il suo assistito avrebbe visitato accuratamente la piccola non incorrendo in alcun errore diagnostico dovuto ad imprudenza e superficialità. Si torna in aula a fine mese per l'arringa dell'avvocato Carbone e la sentenza. 

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