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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca Capua

Il monopolio della droga tra attentati e pestaggi: l'amico del baby boss parla in aula

Ianuario svela la struttura del gruppo dei Ligato e la gestione delle piazze di spaccio: spari ed auto incendiate ai rivali

Il monopolio dello spaccio nell'agro caleno, la struttura piramidale del clan ma anche gli attentati contro i rivali tra auto bruciate e colpi di pistola. E' un fiume in piena Davide Ianuario, l'amico d'infanzia del baby boss Antonio Raffaele Ligato, diventato collaboratore di giustizia. 

Ianuario è stato ascoltato nel corso del processo che vede alla sbarra Alessandro D'Amato, 27 anni di Capua; Agostino Maiello, 28 anni di Capua; Gilberto Mauro, 25 anni di Capua e Francesco Russo, 35 anni di Sparanise, che si sta celebrando dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello al tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Ianuario ha parlato della questione relativa allo spaccio di droga ed alla struttura piramidale che consentiva ai Ligato il controllo delle piazze di spaccio. Nei vari comuni, Capua, Vitulazio ed altri territori caleni, venivano individuati dei referenti a cui veniva affidato lo spaccio in regime di monopolio.

Proprio la formazione di un "cartello" che si era venuto a creare aveva provocato attriti con altri gruppi, soprattutto su Capua, per la vendita di stupefacenti. Contrasti che, secondo il racconto di Ianuario, venivano risolti con metodi violenti tra pestaggi, attentati incendiari ma anche spari contro le abitazioni dei rivali. Il processo riprenderà all'inizio di dicembre. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Di Furia, Massimiliano Di Fuccia ed Ignazio Maiorano. 

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