Minaccia di morte il cugino per soldi, 38enne torna libero

Il Tribunale del Riesame sostituisce gli arresti domiciliari con la misura coercitiva del divieto di avvicinamento

Divieto di avvicinamento dalla persona offesa dal reato. È la misura coercitiva disposta dal Tribunale del Riesame di Napoli (Ottava Sezione) nei confronti di L. S. 38enne di Casal di Principe con precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio di sostanze stupefacenti, finito agli arresti domiciliari lo scorso 30 maggio per la tentata estorsione ai danni del cugino suo omonimo.

Lo scorso 10 aprile il 38enne casalese difeso dall'avvocato Massimo Natale si era recato presso l'abitazione del congiunto cercando di estorcergli 30 euro ed al secco diniego del parente lo avrebbe minacciato di morte. Benché gli animi tra i due cugini si distesero, la macchina della giustizia si attivò portando all'arresto di L. S. per tentata estorsione all'omonimo cugino eseguito dai carabinieri della stazione di San Cipriano d'Aversa.

Il 38enne non era nuovo agli scatti d'ira. Il 21 maggio venne tratto in arresto per danneggiamento e minacce poiché, armato di machete, entrò in una pizzeria di corso Umberto I a Casal di Principe in cerca del proprietario e non trovandolo distrusse parte del locale terrorizzando clienti e dipendenti dell'esercizio commerciale. In quell'occasione si mostrò pentito ed ottenne come il semplice obbligo di firma dinanzi alla polizia giudiziaria.

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I togati partenopei del Tribunale del Riesame alla luce della riappacificazione tra i due congiunti avvenuta già nelle prime settimane del 'fatto delittuoso' nonché l'intrapreso percorso riabilitativo presso una comunità di recupero sita sul Monte Faito hanno propeso per la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la misura coercitiva del divieto di avvicinamento rimettendo così in libertà il 38enne di Casal di Principe.

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