Minacce di morte per l'eredità, nei guai ex consigliere comunale

La decisione del gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere: divieto di avvicinamento all'abitazione e al luogo di lavoro della congiunta

L'ex consigliere di Castel Volturno, Giuseppe Gravante

Divieto di avvicinamento dall'abitazione, dai luoghi frequentati e dal luogo di lavoro dalla congiunta dell'ex consigliere comunale di Castel Volturno Giuseppe Gravante destinatario della misura coercitiva. E' quanto disposto dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Sergio Enea con applicazione della misura coercitiva resa esecutiva nel primo pomeriggio ad opera dei carabinieri della stazione di Castel Volturno Pinetamare. Giuseppe Gravante, ex consigliere 59enne residente a Marina di Ischitella, di è reso responsabile del reato di stalking ai danni della congiunta. Con condotte reiterate e ripetute nel tempo iniziato lo scorso mese aprile molestava la congiunta in modo da cagionarle un profondo stato d'ansia e paura oltre che ingenerare nella vittima un fondato timore per la propria incolumità costringendola così a cambiare le proprie abitudini di vita.

Gli atti persecutori di cui si è reso responsabile Gravante sono legati a questioni ereditarie mai risolte a seguito della scomparsa del padre dello stesso nel novembre 2014 cosa che generato rapporti conflittuali con gli altri membri della famiglia degenerate spesso in minacce di morte o aggressioni verbali, fisiche (opportunamente refertate) con danneggiamento a beni in disponibilità alla vittima. A causa del comportamento violento di Gravante la vittima, rappresentata dall'avvocato Ferdinando Letizia, è stata costretta più volte a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine e numerose sono state le denunce sporte nei riguardi dell'ex consigliere castellano in conseguenza anche delle aggressioni fisiche subite dalla vittima.

In un'occasione dopo averla minacciata di morte con l'utilizzo di un martello e di un palo di ferro danneggiava alla malcapitata la veranda e la cisterna dell'acqua. In un'altra occasione invece presso l'abitazione della vittima manometteva il misuratore di energia elettrica provocando così il distacco della fornitura elettrica. Continue erano le minacce di morte e gli insulti ogni volta che incrociava per strada la vittima o alcuni suoi familiari. In uno degli ultimi episodi di rabbia di Giuseppe Gravante lo stesso si recò sotto casa della vittima e non trovandola si accanì contro la vettura della figlia della vittima colpendola ripetutamente e non pago diresse la sua ira contro il portone d'ingresso dell'abitazione lanciando tutto ciò gli capitasse dalle mani come vasi ed arnesi impedendo che la giovane ed un altro congiunto potessero uscire di casa. Venne allontanato dai carabinieri di Castel Volturno.

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Benché consapevole delle denunce subìte a suo carico Giuseppe Gravante lungi dal far cessare la sua condotta molesta è divenuto ancor più violento ed aggressivo nei riguardi della vittima e dei suoi beni. Non è di certo nuovo ad esplosioni di violenza. Già nell'agosto 2019 venne tratto in arresto per aver aggredito a colpi di bastone il  terzigenito ed anni addietro sferró un pugno in pieno volto ad un suo concittadino semplicemente perché dissentiva alle sue idee politiche.

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