“Ti crepo di botte e ti lascio i soldi in bocca”, finisce a processo

La vittima ha registrato la telefonata di minacce. La Procura ha contestato l’estorsione aggravata

Il giudice per udienze preliminari Villano del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il rinvio a giudizio di due persone accusate di minacce e tentata estorsione aggravata. Sotto processo sono finiti un 58enne di Marcianise, direttore dei lavori, ed il titolare dell’impresa, residente a Grosseto. La vicenda nasce dalla denuncia di un operaio della ditta che ha raccontato agli inquirenti di essere stato minacciato per il mancato pagamento dello stipendio. E che, durante una telefonata avuta col direttore dei lavori, quest’ultimo gli avrebbe detto. “Decido io quando pagarti. Hai capito? Anzi, mo prima ti crepo di botte e poi ti lascio i soldi in bocca a 100 euro. Non ti voglio pagare e basta”.

L’uomo, però, non sapeva che l’operaio lo stava registrando e che quell’audio è poi finito sul tavolo del magistrato della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ne ha poi chiesto il rinvio a giudizio. L’avvocato del 58enne, Pasquale Delisati, nel corso dell’udienza preliminare ha sottolineato l’eccessiva durezza della contestazione della tentata estorsione, sottolineando come dagli atti emergerebbe al massimo solo una minaccia. Eccezione sollevata anche dall’avvocato Carlo Bianco che cura la difesa del titolare dell’impresa. Ma ora la discussione dovrà essere ampliata in dibattimento.

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