Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Capua

Minacce di morte e 'sfregi' per la casa dei vicini: condannati marito e moglie

Il giudice Vecchiarelli ha inflitto 4 anni ai coniugi Sinapi. Condanna anche per lo 'scagnozzo'

Quattro anni di reclusioni per i coniugi Sinapi/ Fortino, condanna anche per lo scagnozzo Likaj che incassa 3 anni e 8 mesi. Questo il verdetto pronunciato dal gup Daniela Vecchiarelli, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, all'esito del processo celebrato con rito abbreviato. 

In mattinata il sostituto procuratore Gerardina Cozzolino, nel corso della sua requisitoria, ha invocato 10 anni per Claudio Sinapi, 62enne titolare di una palestra, e di sua moglie Annamaria Fortini, di 52 anni. Nove anni sono stati chiesti per lo ‘scagnozzo albanese’ Renaldo Likaj, di 26 anni. Stralciata la posizione di Gazmir Shahu, di 39 anni.

Tutto inizia quando le vittime acquistano una casa in piazza Di Rauso a Capua. Abitazione a cui sono interessati anche i coniugi Sinapi. Iniziano vere e proprie vessazioni. Le vittime subiscono graffi al portoncino d'ingresso con oggetti appuntiti, grondaie tappate con la calce per innescare "allagamenti casalinghi", ascensori bloccati per evitarne l'utilizzo. Non solo. La famiglia vive un clima di terrore fatto di intimidazioni anche piuttosto gravi. "Ti togliamo di mezzo, ti ammazziamo, se non te ne vai da questo condominio ti facciamo vedere cosa ti succede", gli avrebbero detto. Vere e proprie minacce anche di morte proferite all'indirizzo del capofamiglia(attualmente deceduto) e dei suoi parenti.

La vittima viene nuovamente avvicinata, stavolta da persone di "mezzo alla via", che per conto di Claudio Sinapi si sarebbero fatte portavoce del proposito di acquisto. Esasperato decide di vendere ma l'offerta è troppo bassa (circa 70mila euro). Al nuovo rifiuto seguono i raid incendiari di auto parcheggiate in strada. Uno accade nel novembre 2022 quando viene data alle fiamme una Fiat 500 di proprietà del capofamiglia finito nel mirino, l'altro nel maggio 2023 quando viene bruciata una C3 di proprietà della figlia della vittima. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Capua, i coniugi Sinapi - accusati anche di stalking - avrebbero assoldato i due albanesi per poche migliaia di euro per compiere i raid incendiari. A luglio scorso dell'anno scorso gli indagati, in seguito alle indagini furono colpiti da misura cautelare disposta dal gip Emilio Minio.

Gli imputati, che hanno già risarcito le persone offese, sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Paolo Di Furia, Anna Orsi, Romolo Vignola. I legali nelle loro discussioni hanno chiesto la concessione delle attenuanti generiche e per Fortino il riconoscimento della minima partecipazione.

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