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Minacce di morte per la droga non pagata: spacciatori costretti a cedere una Smart

Le paure di ritorsioni registrate dalle cimici nell’auto di Luise e dalle telefonate con la moglie

Un blitz dei carabinieri che era costato un sequestro di 4mila euro di droga; a cui vanno aggiunte altre “partite” non ancora saldate. Debiti che erano aumentati col passare del tempo e che avevano spinto i ‘fornitori di Secondigliano’ a chiudere i rubinetti ed a chiedere il saldo, per evitare guai peggiori. Sono settimane difficili quelle che hanno vissuto nel 2018 Marco Luise e la moglie Immacolata Gargiulo, finiti in manette nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri di Caserta sulla piazza di spaccio a San Nicola la Strada. Le paure di ritorsioni e le minacce di morte che arrivavano dal gruppo degli Scotto sono state completamente registrate dagli inquirenti, grazie alle cimici piazzate nell’auto di Luise ed alle telefonate con la moglie. 

Nella vettura i carabinieri intercettano una conversazione tra Marco Luise ed il cognato Savio Marino (che era il tramite con Scotto) in cui discutevano di alcune forniture di droga che Luise aveva ricevuto e non pagato, tanto da aver accumulato un debito di circa 30mila euro che non si riusciva più a “giustificare”. Problemi che sono sorti a causa degli arresti dei carabinieri, in primis quello di Giuseppe Orefice (ritenuto dagli inquirenti il capo del gruppo di spacciatori) che era stato fermato con oltre 6,5 kg di hashish (poi sequestrato) ed anche da quello di pusher più piccoli, che però erano finiti in manette senza pagare la merce ricevuta. Ed è proprio per evitare ulteriori ripercussione che Luise, dopo aver cercato in tutti i modi di racimolare i soldi, si decide a cedere la Smart Forfour di Orefice (ma intestata ad un’altra persona).

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