Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Telefona alla ex dai domiciliari per minacciarla: "Sei morta". Poi le brucia l'auto

La vittima perseguitata per due anni dopo una relazione di pochi mesi con il 47enne. Per lui si sono aperte le porte del carcere

Le minacce telefoniche

"Ti devo distruggere", "Stasera ti brucio", "Sei morta prima o poi". Erano queste le minacce di morte, perlopiù telefoniche, che G.N., 47enne pluripregiudicato marcianisano, rivolgeva all'ex compagna perché non si rassegnava alla fine della loro relazione intrapresa agli inizi di luglio 2019 ed interrotta nell'ottobre dello stesso anno.

Una vera e propria ossessione quella del 47enne nei confronti della donna, anche lei di Marcianise, che è degenerata nel corso degli anni. La donna già dopo aver interrotto la relazione si rivolse ai carabinieri della stazione di Marcianise denunciando le vessazioni e le molestie nonché i danneggiamenti (del proprio appartamento, delle propria vettura) che era costretta a subire.

Il 4 novembre 2019 l'uomo viene colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte di Appello di Napoli in relazione al reato di atti persecutori. Tale misura cautelare però il 2 luglio del 2020 si tramuta in detenzione domiciliare. Durante gli arresti in casa il 47enne contatta ripetutamente l'ex compagna nel tentativo di riconquistarla. Il 30 luglio 2020 la detenzione domiciliare si tramuta nella misura non coercitiva dell'obbligo di presentazione alla pg. La follia d'amore per l'ex compagna non si placa. Proseguono le telefonate dal contenuto minatorio a cui fanno seguito i continui dinieghi della donna. L'uomo non si rassegna e in un raptus di rabbia si reca presso l'abitazione della compagna mentre era sottoposto alla misura dell'obbligo di presentazione alla pg e dà fuoco alla vettura della donna. Incendio avvenuto nelle passate settimane.

I carabinieri della stazione marcianisana ricostruiscono l'iter di follia del 47enne pregiudicato, già condannato nel 2014 per due rapine a mano armata commesse in danno dello stesso esercizio commerciale nel marzo 2011 a Marcianise. Una pericolosità manifesta e reiterata è stata quella riconosciuta dalla Procura di Napoli che ha disposto un aggravamento della misura cautelare con la custodia cautelare presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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