Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Caiazzo

Imprenditore sotto usura, assolti il cugino di Sandokan e i tre complici

Il processo nato da una denuncia di Roberto Battaglia

Assolti perchè il fatto non sussiste. E’ stata questa la decisione della prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta da Sergio Enea, con a latere i giudici Giuseppe Zullo e Norma Cardullo, nel processo che vede alla sbarra Luigi Schiavone, cugino del capoclan dei Casalesi Francesco Sandokan, Michele Altarelli, Tommaso Grandinetti, Giuseppe D'Anna, accusati a vario titolo di usura aggravata ed estorsione con il metodo mafioso ai danni di Roberto Battaglia, imprenditore turistico e zootecnico di Caiazzo, e Rita Fraia, madre di Battaglia.

La vicenda nasce nel 2008 dopo la denuncia dell’imprenditore antiracket Battaglia, costituitosi parte civile con gli avvocati Gianluca Giordano e Carlo De Stavola, riguardante la presunta richiesta "estorsiva" nata da un debito, di natura usuraia, contratto dalla stessa ‘vittima’. Per rientrare delle cifre, il gruppo di ‘cravattari’ non avrebbe esitato a rivolgersi a persone vicine ad ambienti malavitosi come Schiavone, imparentato con la potente famiglia di camorra. Nel corso del dibattimento sono emerse innumerevoli contraddizioni nelle dichiarazioni rese dall’imprenditore di Caiazzo che hanno fatto propendere i giudici per la formula assolutoria degli imputati.

Nel collegio difensivo sono stati impregnati gli avvocati, Cesare Gesmundo, Leonardo Lombardi, Giovanni Cantelli, Dezio Ferraro, Mario Corsiero, Guglielmo Ventrone, Girolamo Casella. Giuseppe Aiello, Roberto Garofalo, Nicola Garofalo.

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