Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Minacce a Saviano e Capacchione, il processo ricomincia da capo

No dei giudici all'acquisizione delle testimonianze del primo giudizio. Lo scrittore e la giornalista in aula la prossima udienza

Istruttoria dibattimentale da rifare ex novo. E' quanto hanno disposto i giudici del tribunale di Roma nel processo che vede imputati gli avvocati gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello accusati, insieme al boss Francesco Bidognetti, delle minacce nei confronti dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione.

Il Tribunale, con una propria ordinanza, ha respinto l'acquisizione delle prove testimoniali già oggetto del primo grado di giudizio e, sia pure limitandole in parte, ha disposto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Si torna in aula a metà maggio quando verranno sentiti proprio le parti offese Saviano e Capacchione. 

Il procedimento trae origine dal proclama letto in aula da Santonastaso nel 2008 durante il processo Spartacus con cui sarebbero stati minacciati lo scrittore e la giornalista oltre a diversi magistrati. E proprio le intimidazioni ai magistrati sono alla base dell'annullamento della sentenza di primo grado, pronunciata dal giudice di Napoli, con cui era stato condannato solo Santonastaso, a 1 anno, mentre D'Aniello e Bidognetti erano stati assolti. Ma essendo i destinatari delle minacce magistrati il processo andava celebrato a Roma. Tra le parti civili si è costituita anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana con l'avvocato Giulio Vasaturo.

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