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Il boss Michele Zagaria

Il boss Michele Zagaria

Messaggi dal carcere, salta il processo a Zagaria

Il pm titolare delle indagini non poteva partecipare all'udienza

Solo un rinvio nel processo a carico del boss dei Casalesi Michele Zagaria, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso ed in particolare di aver mandato messaggi dall'interno del carcere sia durante i colloqui con i familiari sia durante i processi. Il motivo del rinvio è legato all'indisponibilità a partecipare all'udienza del pm Maurizio Giordano, titolare delle indagini.

Il processo al boss, detenuto a Sassari e difeso dall'avvocato Paolo Di Furia, riprenderà ad inizio di giugno quando è prevista la testimonianza di uno degli agenti della polizia penitenziaria che ha captato i colloqui finiti al centro del processo. 

Secondo l'accusa Zagaria avrebbe impartito ordini dall'interno del carcere sia durante i colloqui in carcere sia attraverso i videocollegamenti durante i processi a cui partecipa e durante i quali spesso e volentieri il capoclan prende la parola. In particolare nel mirino degli inquirenti è finita una frase: "rispetto i miei coimputati" proferita dal boss dei Casalesi durante un'udienza in Corte d'Assise. Già nel processo che lo vede imputato insieme all'ex sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria, il capoclan aveva detto di non mandare "messaggi a nessuno". 

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