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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Aversa

Il 'mercato nero' dei farmaci: pagati con le ricariche PostePay e spediti all'estero

Il gruppo criminale finito in manette operava grazie all'autorizzazione del clan dei Casalesi

Venivano trafugati da studi medici ed ospedali in varie regioni d’Italia, in particolare tra Lombardia, Lazio e Campani, poi inviati ad una base logistica con sede a Parete, infine spediti tramite un corriere compiacente ad acquirenti all’estero, soprattutto in Inghilterra, dove i clienti pagavano con bonifici sulle Postepay degli indagati.

È questo il giro illegale di medicinali messo in piedi dai cinque soggetti tratti in arresto dai carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Aversa, all’esito di una indagine coordinata dalla DDA di Napoli. 

A capo dell’associazione criminale c’era Domenico Spenuso, 40enne di Grumo Nevano (finito in carcere), cognato del boss Massimo Perrone e organico alla ‘Nuova gerarchia del clan dei Casalesi’ e uomo di collegamento con la fazione Bidognetti, alla quale Spenuso aveva richiesto l’autorizzazione per il business illegale e versava anche parte dei proventi.

Come emerso dalle indagini condotte dal Nucleo investigativo, il traffico di medicinali rubati veniva favorito da uno degli arrestati, Gianluigi Natale, proprietario di un ‘box express’ utilizzato dal gruppo criminale per poter procedere con la spedizione dei farmaci all’estero.

Nell’inchiesta, nata a fine 2016 e conclusasi nel 2018, non risultano invece indagati medici o farmacisti: i professionisti erano infatti ignari che le ‘ricette rosse’ fossero oggetto di furto negli ospedali e negli studi medici.

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