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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Sessa Aurunca

Scandalo mazzette all'Asl: in 59 davanti al giudice. Coinvolto anche presidente consiglio regionale

L'inchiesta sul dirigente della salute Mentale Luigi Carizzone assegnata al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Oliviero risponde di traffico di influenze

Fissata l'udienza preliminare a carico di 59 persone coinvolte nello scandalo mazzette al Dipartimento di Igiene Mentale dell'Asl di Caserta, con sede ad Aversa. 

Il gup Alessia Stadio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha fissato l'udienza a carico, tra gli altri, del direttore del Dsm Luigi Carizzone, il patron delle strutture sanitarie EmmeDue Michele Schiavone, del presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero e dell'ex manager dell'Asl casertana Mario De Biasio. Il procedimento era stato avviato a Napoli Nord ma il gup Daniele Grunieri si era dichiarato incompetente per territorio con gli atti inviati a Santa Maria Capua Vetere e la nuova fissazione dell'udienza preliminare a carico dei 59 imputati che dovranno presentarsi all'aula bunker per il l'8 ottobre. 

Oliviero risponde di traffico d'influenze per essere intervenuto, da componente della commissione regionale sanità, presso l'ex direttore dell'Asl Mario De Biasio per prorogare l'incarico a Carizzone ottenendo da quest'ultimo un pranzo in un ristorante a Lusciano. 

Tra le accuse spicca quella per corruzione. Carizzone avrebbe affidato alle cooperative gestite da Schiavone alcuni pazienti con problemi di natura psichiatrica, in cambio di denaro o regali, tra cui alcune borse Luis Vuitton o Mont Blanc. Nel mirino degli inquirenti anche alcuni lavori di manutenzione del centro diurno dell'Asl a Casal di Principe, nella villa in stile "Scarface" confiscata a Walter Schiavone, fratello del capoclan Francesco Sandokan, di recente divenuto collaboratore di giustizia. Tra gli altri appalti affidati in maniera irregolare anche quello relativo il servizio 118 gestito dalla Misericordia di Cuono Puzone che avrebbe ottenuto l'appalto grazie ad un bando "cucito su misura".

E ancora. Nel mirino degli inquirenti anche la creazione di progetti finalizzati alla cura dei pazienti rientranti nelle “fasce deboli”, di fatto mai attuati e dunque destinati alla sola spartizione delle somme di danaro pubblico investito, tra i sodali dipendenti del Dipartimento di Salute mentale.  

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Raffaele Costanzo, Giovanni Cantelli, Carmine D'Onofrio, Giuseppe Stellato, Gennaro Iannotti, Angelo Raucci, Mauro Iodice, Carlo De Stavola, Umberto Pappadia, Emilio Martino, Vincenzo Domenico Ferraro, Filippo Santagata, Alfonso Quarto, Vincenzo Cortellessa, Ernesto De Angelis, Martina Piscitelli, Renato Jappelli, Gabriele Piatto, Giuseppe Nespoli, Vincenzo Motti, Vittorio Guadalupi, Gianluca Di Matteo e Luigi Iannettone. L'Asl ha dato mandato ai suoi legali per costituirsi parte civile. 

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