Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

“Mio marito da 7 giorni in attesa del tampone. Ora anche mio figlio ha sintomi”

Il racconto a Casertanews: "Il test salivare ha dato esito positivo, siamo chiusi in casa aspettando che qualcuno ci contatti"

Il marito positivo al test salivare

Famiglia sequestrata in attesa dei tamponi e con il dilemma delle terapie domiciliari. E' un vero e proprio calvario quello che denuncia a Casertanews una cittadina di San Nicola la Strada precipitata nel limbo delle attese con la sua famiglia a causa dell'elevato numero di richieste di test per il coronavirus che sta mandando in tilt l'Asl di Caserta. 

Tutto ha inizio sabato quando il marito della donna, dopo i primi sintomi, si sottopone ad un test salivare presso l'azienda dove lavora. Lunedì l'esito: è positivo. "Abbiamo avvisato il nostro medico di base che ci ha dato una terapia da svolgere a casa ed ha contattato l'Asl per avere un tampone di conferma". 

Con il passare dei giorni la situazione si aggrava. "I sintomi di mio marito sono peggiorati - prosegue - Ha tosse e difficoltà respiratorie. Un amico medico ci ha consigliato di cambiare terapia in quanto quella fatta fino ad oggi era troppo blanda. Mio marito sta assumendo antibiotico, cortisone e Clexane (eparina nda)". Da oggi, venerdì 30 ottobre, al marito della donna si è aggiunto anche il figlio di 5 anni: "ha febbre alta e malessere generale - rivela - La pediatra ci sta seguendo ed ha avviato una terapia con antibiotico". 

Ma di tamponi nemmeno l'ombra. "Solo dopo che verrà riscontrata l'eventuale positività di mio marito, già certificata dal test salivare, sarà possibile estendere lo screening con i tamponi anche a noi familiari - dice ancora la donna - Da una settimana siamo chiusi in casa e siamo in attesa di comunicazioni. Inoltre, c'è anche una scarsa informazione da parte dell'Asl e dei medici su che terapia seguire in questi casi e di quali strumenti dotarsi. Ad esempio non sapevo che bisognava avere un saturimetro per controllare l'ossigenzazione del sangue". 

Comunque sia "da una settimana siamo chiusi in casa. Abbiamo una coscienza. Anche per la spesa, ce la stiamo facendo consegnare a domicilio. Ma ci sentiamo abbandonati. Ho contattato anche il sindaco Vito Marotta che mi ha detto che si sarebbe attivato per sollecitare l'Asl", conclude. 

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