Ambientalista nel mezzo della marea nera: "Odore nauseante, l'acqua si è riempita di schiuma" | FOTO

La testimonianza a Casertanews di Rota: "Spiaggia scura dopo lo sversamento". Il Wwf: "Pronti a costituirci parte civile contro questi criminali"

I controlli della Guardia Costiera

"Mi sono ritrovato nel mezzo di questa macchia nera che iniziava a diffondersi. A prima vista sembrava qualcosa di fuligginoso che rendeva scura scogliera ed i frangiflutti all'ingresso della Foce del Canale Agnena". È questa la testimonianza di Emilio Rota, ambientalista mondragonese, che ha assistito al fenomeno della 'macchia scura' che ha invaso la foce dell'Agnena poco dopo le 18 di ieri.

La testimonianza

"L'acqua ha incominciato ad avere un odore nauseante ed in pochi minuti ha cominciato a riempirsi di una schiuma biancastra - spiega l'ambientalista mondragonese a Casertanews - questa poltiglia melmosa, che si addensava nella parte più a sud della sponda dell'Agnena, in alcuni punti ha reso la spiaggia completamente di colore nero". Un effetto impressionante visibile ad occhio nudo ed a distanza: "nonostante la scarsa luce al tramonto io che ero sulla sponda nord della foce riuscivo a vedere bene queste aree nere sulla spiaggia. La melma aveva una componente granulosa e fetida palese ad occhio nudo - sottolinea Rota - per capire la portata inquinante e l'impatto ambientale occorre capire la natura di questa componente vischiosa".

"La spiaggia è diventata nera"

"Se si trattasse solo di liquami derivanti da deiezioni umani o animali con le correnti si dissolverebbero - dice ancora Rota - Il fatto è che il sedimento è rimasto sulla spiaggia. Se queste scorie nere hanno una matrice mineraria naturale verranno riassorbite naturalmente, se sono di provenienza industriale avendo come componenti ferro o rame allora l'impatto inquinante sull'ambiente sarebbe devastante. Solo la campionatura effettuata dall'Arpac potrà chiarire la natura e la conseguente portata inquinante di questa melma nera". Stamattina sono iniziate le operazioni della capitaneria di porto di Castel Volturno per ripercorrere a ritroso il canale Agnena per scoprire la matrice dell'effetto 'inquinante'. Le acque della Darsena presentano ancora una colorazione scura e sono presenti ancora i ristagni della poltiglia scura sulla spiaggia.

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La denuncia del Wwf

Sulla vicenda è intervenuto anche il Wwf. "Sono bastati pochi giorni - dichiara Piernazario Antelmi, delegato regionale del Wwf per la Campania - dopo il lockdown ed è successo qualcosa di indescrivibile ed inaccettabile ai danni dell’ambiente e della natura in Campania. Prima il fiume Sarno, poi i Regi Lagni ed infine il fiume Agnena si sono tinti dei colori tipici del peggiore inquinamento e gli odori nauseabondi, per esempio alla foce dell’Agnena, tra Castel Volturno e Mondragone, sono insopportabili". "Ieri sera - continua Alessandro Gatto, coordinatore regionale della vigilanza ambientale volontaria del Wwf - abbiamo seguito a distanza, perché siamo ancora costretti a stare a casa per il rispetto del lockdown, le operazioni della Guardia Costiera e dei tecnici dell’Arpac che si sono recati alla foce dell’Agnena. Il Wwf è pronto a scendere in campo sia con le proprie guardie volontarie, appena riceviamo le dovute autorizzazioni dalle Autorità, sia nella costituzione di parte civile contro i criminali che hanno prodotto questi disastri ambientali in così poco tempo. C’è da evidenziare che sicuramente si tratta, in tutti i casi di inquinamento del Sarno, dei Regi Lagni e dell’Agnena, di attività di aziende che non rispettano la legge, sia per la quantità di liquami, sia per la rapidità di sversamento degli stessi. Quindi siamo di fronte a reati ambientali molto gravi. Purtroppo è successo proprio quello che temevamo: il ritorno alla “normalità” avrebbe avuto conseguenze disastrose per l’ambiente".

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