Mille studenti in corteo per la professoressa accoltellata a scuola

"Facciamo un nodo blu alla violenza", questo il titolo della manifestazione

Il corteo degli studenti a Santa Maria a Vico

Circa mille persone, in massima parte studenti e professori, hanno preso parte a Santa Maria a Vico alla marcia contro la violenza organizzata dopo quanto accaduto una settimana fa all'istituto superiore Bachelet-Majorana, dove uno studente di 17 anni ha accoltellato la professoressa d'italiano Franca Di Blasio che gli aveva messo una nota in seguito al suo rifiuto di farsi interrogare. Il minore è detenuto presso il carcere minorile di Nisida (Napoli).

"Facciamo un nodo blu alla violenza", questo il titolo della manifestazione, snodatasi in silenzio per le strade di Santa Maria a Vico; gli studenti avevano palloncini blu, molti portavano appesi dei piccoli cartelloni con su scritti i valori basilari dello "stare a scuola", come l'amicizia, la gioia, la responsabilità, la comunicazione.

Presenti delegazioni di studenti di altre scuole superiori del Casertano, come quelle dell'Istituto Tecnico Buonarroti di Caserta, o della superiore di Casal di Principe, o studenti provenienti da Capua e Maddaloni; c'erano poi i sindaci, come il primo cittadino di Santa Maria a Vico Andrea Pirozzi, amministratori dei comuni limitrofi e i rappresentanti del Comune di Acerra, città del napoletano in cui risiede la famiglia del 17enne.

"Questa marcia è importante - spiega la dirigente scolastica Pina Sgambato - soprattutto per i ragazzi, che hanno voluto organizzarla a tutti i costi per testimoniare che loro sono la buona scuola e che vicende come quelle accadute una settimana non ci appartengono". Tra gli studenti, molti commentavano con favore la decisione presa dal Consiglio d'Istituto di comminare per il 17enne la sanzione massima, quella dell'allontanamento per tutto l'anno scolastico con esclusione dagli scrutini. "Siamo d'accordo con la sanzione - dice una studentessa della terza superiore - non solo per il gesto in sé, ma anche per aver introdotto in classe un'arma. E' una cosa inconcepibile"

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