Suore violente, la stanza del buio ‘incubo’ dei bambini

Le suore indagate rinchiudevano i piccoli alunni in una stanza buia come 'punizione'

Nei racconti ai genitori e agli inquirenti la paura, oltre a quella di subire maltrattamenti, era sempre la stessa: la “stanza del buio”. Era questo l’incubo ricorrente per gli alunni della scuola paritaria dell’infanzia ‘Santa Teresa del Bambino Gesù’ di San Marcellino, lì dove secondo la procura di Napoli Nord tre suore, con l’avvallo della madre superiora, hanno ripetutamente picchiato i loro piccoli ospiti. Per le quattro suore è scattato giovedì il divieto di esercitare l’attività di insegnamento per 12 mesi.

A raccontare il tutto sono stati i bambini ai loro genitori e successivamente ai magistrati. Stando a quanto emerge dall’inchiesta, le suore praticavano una “punizione” da medioevo: i bambini più irrequieti, ma anche quelli che semplicemente impiegavano troppo tempo nel mangiare, venivano rinchiusi in una stanza al buio.

“Sin dal primo momento mia figlia – è la denuncia fatta ai carabinieri di San Marcellino da una mamma – mi diceva che per mangiare doveva fare in fretta altrimenti veniva lasciata nella stanza al buio”. Un ‘metodo’ confermato da un altro genitore, che si era visto riportare a casa dal figlio la metà del secondo che aveva preparato per il bambino: “Non l’aveva mangiata perché si faceva tardi e poi non poteva andare a giocare altrimenti sarebbe rimasto chiuso al buio”.

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