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Cronaca Casapulla

Violenze nell'asilo lager: abbreviato per la direttrice e due insegnanti

La procura aveva ottenuto il giudizio immediato ma hanno optato per il rito alternativo

Sarà processo in abbreviato. La direttrice Francesca Merola e le due insegnanti Anna Lucia Spina e Valeria Eliseo dell'asilo lager "Piccole Pesti" di Casapulla hanno ottenuto il giudizio con rito alternativo. Dovranno presentarsi dinanzi al gup Pasquale D'Angelo nell'udienza fissata nella seconda settimana del mese di giugno.

È stata questa la scelta dei difensori delle tre insegnanti dell'istituto paritario - gli avvocati Giuseppe Stellato, Gennaro Ciero, Antonio Treppiccione ed Angelo Santoro - dopo che la Procura sammaritana, rappresentata dai Sostituti Procuratori Carmen D'Onofrio ed Armando Bosso, aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per le tre imputate.

Secondo gli inquirenti Merola, Spina e Eliseo sarebbero responsabili di episodi sistematici di violenza fisica e psicologica nonché di gravi omissioni nella cura ed assistenza dei piccoli alunni loro affidati ingenerando in loro uno stato di profondo timore e paura. L'attività di indagine ebbe inizio nel mese di settembre 2021 (conclusasi poi nel febbraio 2022 con l'emissione della misura custodiale degli arresti domiciliari di cui le tre insegnanti sono destinarie) ad opera dei carabinieri della stazione di San Prisco a seguito della segnalazione dei genitori di una piccola alunna che raccontò quanto avvenisse in quelle mura scolastiche.

I militari attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e l'installazione di telecamere nel plesso scolastico riuscirono a cristallizzare gli episodi di violenza perpetrati sui piccoli alunni. Venivano colpiti ripetutamente con schiaffi e pugni in diverse parti del corpo, veniva tirato loro capelli e orecchie, venivano trascinati tirandoli con forza per le braccia nei vari locali dell'istituto per esser portati in punizione, venivano sollevati di peso per poi esser lasciati cadere a terra con forza o sbattuti sui seggioloni nonostante i pianti e lasciati da soli per ore. Venivano sollevati dalle brandine durante il riposo pomeridiano e lasciati cadere a terra. Per punizione veniva imposto loro di mettere le mani sulla testa con l'obbligo di rimanere in quella posizione per ore. Venivano imboccati forzatamente. Per tenerli fermi veniva tirato loro i capelli e continuavano ad essere imboccati nonostante i conati di vomito.

Le tre insegnanti omettevano anche le più semplici regole di igiene sia durante la somministrazione del pasto imboccando i bimbi con lo stesso cucchiaio spesso tra il vomito o ripuliti con lo stesso tovagliolo oppure nel cambio del pannolino. All'udienza si costituiranno parte civile - rappresentanti dai legali Carlo De Stavola, Luigi Tecchia, Domenico Pigrini, Francesco Fabozzi, Vincenzo Russo e Luca Di Caprio - 44 genitori dei 29 piccoli alunni sistematicamente vessati e maltrattati tra le orribili mura della scuola degli orrori.

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