Lockdown, la rivolta dei commercianti: "Blocchiamo tutti i pagamenti"

Fipe Confcommercio annuncia reazioni drastiche all'ordinanza annunciata da De Luca. La testimonianza di Pellegrino: "Sputato sangue per adeguarci ai protocolli"

I commercianti organizzano la protesta

"Se ci sarà il blocco delle attività, come annunciato dal presidente Vincenzo De Luca, bloccheremo tutti i pagamenti: tasse, contributi, fitti, utenze, fornitori e stipendi in attesa di conoscere quale sarà il piano economico di sostegno della Regione Campania e del governo Conte, pronti a riprenderli quando si materializzeranno tali aiuti". E' questa la posizione della Fipe Confcommercio che annuncia una grande manifestazione nazionale (in Campania si terrà a piazza del Plebiscito a Napoli) per il prossimo 28 ottobre.

La protesta dei commercianti

"Non ce la facciamo a sostenere economicamente, finanziariamente e moralmente uno nuovo blocco delle attività dei pubblici esercizi, già duramente colpiti dalla crisi economica e non vogliamo essere i capri espiatori dell’incapacità della politica di gestire la pandemia", si legge in una nota della Federazione dei Pubblici Esercizi.

"I locali si sono adeguati ai protocolli e, ormai da 2 settimane, stanno rispettando gli orari di apertura e chiusura - spiega il presidente della Fipe Caserta e vicepresidente regionale Giuseppe Russo - Nonostante questo i contagi continuano a salire. Questo dimostra che il problema non sono i locali. Inoltre, De Luca annuncia un lockdown per le attività ma senza procedere parallelamente con un piano di aiuti. Ci stanno facendo fallire". 

Sindaco: "Servono aiuti alle imprese"

Aiuti mirati alle imprese sono stati chiesti dal presidente di Confcommercio Caserta Lucio Sindaco. "Non è ammissibile che la Regione, sebbene autorizzata dal Governo, possa adottare una misura così drastica come quella della chiusura totale senza aver dapprima pianificato un pacchetto di interventi a sostegno delle imprese. Ciò che chiediamo è una politica seria di sostentamento in grado di scongiurare il fallimento e la crisi di migliaia di attività. Non tollereremo nuovi ritardi e lungaggini burocratiche così come accaduto in primavera e vigileremo affinché venga predisposto per le imprese un’azione sinergica ed economicamente valida. Dinanzi all’incremento vertiginoso dei contagi da Covid-19 e alle difficoltà di tipo sanitario riscontrate dalle strutture ospedaliere – ha concluso il presidente di Confcommercio - non possiamo che augurarci dunque che un nuovo lockdown possa contribuire realmente e in tempi brevi a ridurre il numero dei casi positivi per far sì che l’economia possa registrare una ripresa nel periodo di Natale".

La testimonianza: "Sputato sangue per adeguare aziende ai protocolli"

Sulla gestione dell'emergenza di questi ultimi mesi interviene anche il sindaco di Parete ed imprenditore Gino Pellegrino. "Non abbiamo saputo capitalizzare i risultati raggiunti - spiega Pellegrino - A quanto pare tutti i protocolli predisposti per le aziende, le scuole, i diversi settori produttivi e i dispositivi di protezione individuale di cui ci siamo dotati non sono serviti a nulla! Ci hanno fatto sputare sangue per adeguare aziende e scuole ma poi si è lasciato le persone viaggiare liberamente ovunque. Si sono fatte riaprire le discoteche senza alcun controllo. Si è fatto tutto è il contrario di tutto". 

Poi prosegue: "non mi resta che manifestare la mia vicinanza alle tante famiglie e lavoratori in questo momento di grande incertezza. Ci troveremo ad affrontare mesi difficili. Sinceramente non penso che tale emergenza si risolverà per Natale. A differenza del lockdown di marzo i mesi caldi sono lontani. Cerchiamo di essere realisti: sarà molto più dura e lunga della prima fase. Cari miei concittadini, possiamo fare tutte le analisi del mondo, ma purtroppo oggi questa è la situazione e non ci resta che affrontarla con forza e coraggio, tutti assieme, come abbiamo sempre fatto". 

Ciarambino: "Definire una linea comune per affrontare emergenza"

Per Valeria Ciarambino, candidata alla presidenza della Campania e consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, "la paventata chiusura di ogni tipo di attività non può essere definita di punto in bianco senza aver prima consultato le associazioni di ogni singola categoria produttiva. Prima di assumere qualunque provvedimento, al governatore De Luca e al capo dell’opposizione Stefano Caldoro chiedo un confronto a tre in tempi rapidissimi, per definire assieme una linea unitaria per affrontare assieme questa emergenza che di giorno in giorno si fa sempre più grave e allarmante. Soltanto unendo forze e idee possiamo contribuire a salvare vite umane e ad uscire al più presto dalla fase più drammatica della storia recente della nostra regione, evitando che misure più restrittive abbiano effetti devastanti per la nostra economia. Non sono poche le realtà di qualunque tipo, commerciali, imprenditoriali o professionali, che non hanno ancora recuperato dalla prima fase di lockdown. Alcune addirittura non hanno più aperto i battenti. Gli ultimi drammatici numeri consigliano misure sempre più drastiche, ma prima è necessario sedersi al tavolo con i rappresentanti di ogni settore produttivo, a partire proprio dalla Campania, definendo sia come Governo nazionale che come Governo regionale una strategia che, tutelando la salute di tutti, tenga conto che un secondo lockdown potrebbe essere all’origine di una recessione senza precedenti. E’ il momento della collaborazione e della responsabilità".

Zinzi: "De Luca faccia marcia indietro. Rischio guerra civile"

Sul lockdown annunciato dal presidente De Luca, il capogruppo della Lega in consiglio regionale Gianpiero Zinzi ribadisce come dietro la chiusura delle attività si celi il tentativo di "coprire le falle di una sanità che fa acqua da tutte le parti. Nella sua diretta riporta i dati dei nuovi contagiati, semina terrore mostrando persino la Tac di un 37enne colpito da Covid e se la prende con le mamme che chiedono il ritorno in classe dei figli. Dimentica però di dire che rispetto a marzo poco o nulla è stato fatto per affrontare la seconda ondata della pandemia, dal momento che mancano 407 posti letto di terapia intensiva rispetto all'obiettivo posto dal Governo. L'altra cosa che ha omesso di spiegare è come faranno i cittadini campani a mangiare e a pagare le bollette. Le ripercussioni economiche sulle famiglie saranno gravissime. De Luca faccia marcia indietro prima che si scateni una guerra civile".

Magliocca scrive a Mattarella: "Frenare decisioni affrettate"

Intanto, il presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca annuncia una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere " un coordinamento istituzionale che freni decisioni affrettate". "Fermare la Campania, come ha annunciato il Presidente De Luca, è davvero una brutta notizia. Il sistema sanitario è andato in tilt, perché mancano tuttora posti di terapia intensiva e di degenza da coronavirus, nonostante l'esistenza di due ospedali Covid 19 che continuano a restare chiusi - si legge in una nota di Magliocca - Non nascondo di essere veramente preoccupato per la Provincia di Caserta che vive una crisi economica e sociale endemica, poiché temo che la chiusura generalizzata, senza la previsione di un piano economico di sostegno alle famiglie e alle imprese e l'appoggio del Governo centrale, possa portare da un momento all'altro ad un'emergenza socio-economica incontrollabile. Spero che De Luca ascolti le richieste che si levano del territorio e prenda provvedimenti prima che sia troppo tardi". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Vinti 14mila euro nel casertano: centrato un terno al Lotto

  • La Campania può diventare 'zona arancione' nelle prossime 48 ore

  • Va in ospedale per una colica renale ma finisce in tragedia: muore 40enne

  • Pasticcio zona rossa in Campania, oggi arriva la nuova classificazione

  • Imprenditore casertano ubriaco alla guida uccide 37enne

  • Il sindaco non ha più la maggioranza: bilancio bocciato. Dopo 18 mesi finisce l'era Golia

Torna su
CasertaNews è in caricamento