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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

La lite tra chef e tabaccaio arriva in tribunale

Tra i testimoni la figlia di 12 anni del cuoco che 4 anni fa ha assistito ai fatti

Per futili e banali motivi condominiali, in particolare per la caduta accidentale dall’alto del balcone di un piano superiore all’altro,situato al piano inferiore, di una semplice bacinella in plastica, in un clima già particolarmente teso tra vicini, si ebbe a scatenare, tre anni fa, un vero e proprio putiferio di inaudita violenza in un popolato condominio sammaritano. A seguire ne scaturì una lite e quindi un’aggressione con conseguenti lesioni patite da ciascuno dei due condomini protagonisti del diverbio e della vicenda. Sono finiti, per queste ragioni, sotto processo per lesioni aggravate reciproche due sammaritani che sono comparsi dinanzi al Tribunale della città del Foro, Giudice  Anna Sofia Sellitto, della Terza Sezione Penale all’udienza dibattimentale di ieri.

Si tratta di due persone molto conosciute nella comunita’ locale : da un lato A. A., 46 anni, titolare di un accorsato esercizio commerciale di tabaccheria ubicata a Piazza San Pietro nella città di Santa Maria Capua Vetere, difeso dall’avvocato Luca Viggiano, da un altro lato si tratta di F. F., 52 anni, di professione chef in un rinomato locale stellato hotel e ristorante gourmet dell’hinterland del nord Italia, difeso dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo. Sarà il dibattimento a chiarire la dinamica dei fatti ed a ricostruire la successione degli eventi e quindi stabilire chi dei due protagonisti della vicenda ed imputati nel processo ha ragione e chi dei due interessati ha torto: sarà il giudice penale a stabilire, nel suo libero convincimento e in base alle prove che saranno raccolte, alla fine del dibattimento, chi ha aggredito e chi è stato aggredito alla presenza comunque di una persona minorenne in quella specifica circostanza del 30 ottobre 2018. Sta di fatto che ambedue gli imputati si sono costituiti nel processo anche parte civile l’uno contro l’altro, con i rispettivi difensori, per le lesioni aggravate reciprocamente subite e per il risarcimento dei danni materiali e morali sempre reciprocamente patiti. Il titolare della tabaccheria infatti ebbe a sporgere denuncia al locale Commissariato della Polizia di Stato per aver subito delle lesioni con 7 giorni di prognosi che avrebbe avuto (delle escoriazioni al torace ed una contusione alla mano ) ad opera dello chef il quale, a sua volta, lo querelò presso il locale Comando Stazione Carabinieri, per aver subito anche lui, addirittura in casa sua, delle lesioni in varie parti del corpo (dal volto alle gambe ) per essere stato preso a pugni ed a calci con una prognosi per oltre 50 giorni di guarigione accusando anche un documentato trauma per persistente evento post traumatico da stress attestato dalla psicologa psicoterapeuta Anna Petrella di Caserta che lo tenne in terapia, dopo il fatto, per un lungo periodo di tempo e che dovrà venire a testimoniare nel processo. Il tutto in modo circostanziato ma anche documentato con referti ospedalieri, a firma dei sanitari del Pronto Soccorso dell’ Ospedale San Giuseppe e Melorio di Santa Maria Capua Vetere, rilasciati rispettivamente ad ambedue gli imputati; poi con certificati rilasciati al solo chef da specialisti privati tra cui un ortopedico sammaritano ed infine consulenze mediche. Il fatto sarebbe avvenuto alla fine del mese di ottobre di tre anni fa ( 2018 ) quando il titolare del tabacchi si sarebbe recato a casa dello chef, perche’ chiamato dall’inquilina che conduce in fitto un appartamento di sua proprietà in uno stabile situato in via Antonio Simoncelli, confinante in linea verticale con l’appartamento della famiglia dello chef,che abita nello stesso condominio e dove avvenne prima il litigio verbale, tra i due, e poi l’ aggressione alla presenza della moglie dello chef e della di lui figlioletta che, all’epoca dei fatti, aveva soltanto otto anni.

Ambedue gli imputati rispondono di lesioni aggravate perche’ gli atti aggressivi furono compiuti alla presenza di una persona minorenne e il tabaccaio risponde anche di lesioni aggravate stante la durata della malattia diagnosticata al cuoco (ben 5O giorni complessivamente ). Nella prossima udienza è previsto l’interrogatorio di entrambi che dovranno chiarire la loro posizione processuale e ricostruire la dinamica dei fatti sia come imputati che come persone offese. Poi verranno sentiti svariati testi, innanzitutto la vicina di casa dello chef, già sentita nella fase delle indagini, su delega della Procura, dal Comandante della Stazione Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, maresciallo Mario Iodice, e verranno ascoltati altri testi indicati dalle parti,nel dibattimento; persone queste che sono a conoscenza dei fatti che hanno fatto scaturire l’episodio aggressivo che ha dato origine al processo penale che ieri ha avuto inizio e in cui l’avvocato Crisileo, nell’udienza di ieri, ha anticipato al giudice del dibattimento che, in corso di causa, avrebbe chiamato a testimoniare anche la figlia minore del cuoco che oggi ha 12 anni e che all’epoca dei fatti aveva solo 8 anni in quanto testimone oculare dell’intera vicenda dalla quale è rimasta traumatizzata.

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