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La lettera che ha dato il via alle indagini dei carabinieri

La lettera che ha dato il via alle indagini dei carabinieri

USURA Don Mimì incastrato da una lettera col suo numero di telefono

I retroscena dell’arresto dell’uomo e dei suoi figli

Una lettera anonima, con un messaggio chiaro ed un numero di telefono da “tenere sotto controllo”. E’ iniziata così l’inchiesta che ha portato all’arresto di Domenico Petrellese, 74 anni di Sant’Anastasia, e dei figli Francesco e Carmelo, rispettivamente 35 e 31 anni.

Nell’esposto inviato ai carabinieri di Cancello ed Arnone si legge: “Ci sono un gruppo di persone a Cancello ed Arnone ridotti molto male economicamente e sono finiti nel giro dell’usura. Spero voti potete fare qualcosa. Sono allo stremo delle loro forze, li stanno massacrando. Io le sto dando un piccolo aiuto, il resto lo deve fare lei in quanto rappresentante della legge. 333-751xxxx è il numero della persona che presta cenar con interessi usurai. La lista che è fra la sua rete è abbastanza ampia, faccio qualche nome”. E via una decine di nomi di imprenditori, soprattutto titolare di allevamenti di bufale che, secondo il mittente anonimo, sarebbero finiti nelle mani dell’usurario Don Mimì.

Tutti gli imprenditori vengono convocati dai carabinieri, qualcuno non denuncia subito, altrimenti sì. Così l’indagine può iniziare e viene fuori un giro di usura molto vasto, con interessi che variamo dal 60 al 100%. Un incubo per molti che ora, però, sembra essere finito.

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