Cronaca Casal di Principe

Lavori Enel, Schiavone svela il monopolio del cartello Iannone

Il figlio di Sandokan: "Figura indirizzata da Caterino e Diana su quel settore". I tre indagati respingono le accuse

Accuse respinte anche se il dito puntato contro di loro è quello di 'pentiti eccellenti' quali Nicola Schiavone e Giuseppe Misso. È quanto accaduto dinanzi al Giudice delle Indagini Preliminari Fabrizio Finamore del Tribunale di Napoli dove hanno cercato di chiarire la loro posizione Giuseppe Iannone, di 65 anni, suo figlio Mario, di 38 anni, e Mario Pellegrino, 43enne genero di Giuseppem assistiti dal loro legale, l'avvocato Ferdinando Letizia.

Sono accusati a vario titolo di concorso esterno al gruppo camorristico Schiavone-Zagaria, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro di provenienza illecita. I tre sono stati tratti in arresto domenica dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta a seguito di un'indagine coordinata dalla Dda di Napoli che ha permesso di ricostruire il business di Giuseppe Iannone che dagli anni '90, avvalendosi del nome del clan dei Casalesi, aveva conseguito la gestione quasi monopolistica degli appalti pubblici nell'agro aversano nell'ambito del settore degli scavi e posa in opera dei cavi elettrici per conto dell'Enel attraverso le società Alba 90,Siep Costruzioni ed Elettrolima.

Dopo che nel 2017 la società Alba 90 venne raggiunta da una interdittiva Antimafia Giuseppe Iannone intestó fittiziamente la Siep Costruzioni(mera prosecuzione dell'Alba 90) al genero Mario Pellegrino e successivamente la Elettrolima alla nuora Giustina Amato continuando così ad operare negli appalti per conto di Enel in violazione della normativa Antimafia.

Un ruolo in tale settore quello di Giuseppe Iannone di cui ne è stato testimone Nicola Schiavone, oggi collaboratore di giustizia. "La figura di Giuseppe Iannone - aveva svelato il figlio di Sandokan agli inquirenti - è stata professionalmente creata in questo settore da Peppe Caterino e Raffaele Diana nel senso che nei primi anni 2000 quando uscirono per scadenza termini indirizzarono Iannone in questo settore al fine di ritagliarsi una fetta nelle attività anche se minore nel Comune di San Cipriano e paesi limitrofi".

Secondo poi le ricostruzioni della DDA partenopea i tre congiunti avrebbero minacciato i titolari della Cebat, ditta appaltatrice per la manutenzione delle linee aeree ed interrate medie e a bassa tensione nella Provincia di Caserta per gli anni 2017/2019, imponendo loro maestranze e mezzi a ditte loro riconducibili estromettendoli dall'appalto avvalendosi della forza intimidatrice del clan dei Casalesi.

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