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L'ortofrutta tra i business dei Casalesi

L'ortofrutta tra i business dei Casalesi

Latte ed ortofrutta, gli affari del clan resistono al Coronavirus

Le mani dei Casalesi sul monopolio dei trasporti per il Mof e sulla distribuzione dei prodotti Parmalat

Dai trasporti su gomma di prodotti ortofrutticoli alla distribuzione del latte. I business del clan dei Casalesi non si fermano nemmeno con le limitazioni per il Coronavirus, anzi. Le infiltrazioni in più settori del tessuto economico, tra cui la filiera dell'agroalimentare, hanno fatto in modo che nonostante il blocco dell'economia le casse del clan continuino ad ingrassarsi.

Il business da 24 miliardi delle Agromafie

Secondo il rapporto Agromafie si registra una crescita, su scala nazionale, dell'affaire agroalimentare nelle mani delle cosche mafiose con una crescita del fatturato quantificabile in 24 miliardi di euro. Ma quali sono i settori di interesse specifici del clan dei Casalesi? Dalle ultime inchieste giudiziarie ne sono emersi due in particolare: quello del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli e quello della distribuzione del latte (oltre a qualche investimento nel settore della Gdo).

Il trasporto dell'ortofrutta

Un esempio eclatante è quello delle infiltrazioni al mercato ortofrutticolo di Fondi che per la Dia rappresenta un caso tipico "di di rapporti di collaborazione funzionale tra diverse matrici criminali". L'operazione Aleppo aveva fatto emergere come i clan casertani avessero creato "un monopolio di fatto sui trasporti da e per il Mof, imponendo, altresì, una vera e propria tassa sui movimenti effettuati dalle altre ditte di trasporto", si legge nell'ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia. Un affare che è proseguito nonostante gli arresti del 2018 al punto che nel marzo 2020 sia attraverso la crezione di società alternative sia imponendo una tassa per le società di autotrasporti che coprivano le tratte precedentemente appannaggio di quella legata alla consorteria criminale.

L'affaire latte nelle mani degli Zagaria

Un altro caso è quello della distribuzione del latte. Lo scorso mese di gennaio un'indagine coordinata dalla Dda di Napoli aveva fatto emergere un accordo tra i fratelli Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, ed Adolfo Greco, imprenditore di Castellammare di Stabia, per consentire la prosecuzione del business della distribuzione in diversi comuni del casertano di prodotti Parmalat, attraverso altre società intestate a prestanome, alla Euromilk dei Capaldo, finita sotto sequestro. Per sei di loro è stato disposto il rinvio a giudizio.  

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