Latte dei Casalesi, svolta in Cassazione per manager Parmalat

La Suprema Corte annulla l'ordinanza di custodia cautelare e dispone Riesame bis

Filippo Capaldo è il nipote del boss Michele Zagaria

Svolta in Cassazione per Antonio Santoro, il manager della Parmalat (l'azienda è estranea all'inchiesta) coinvolto nell'inchiesta sul business del latte targato clan dei Casalesi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dai difensori del 54enne di Casagiove, gli avvocati Nello Sgambato ed Angelo Raucci, ed annullato l'ordinanza di custodia cautelare inviando gli atti al Riesame che dovrà valutare di nuovo la posizione. 

Secondo la Dda Santoro - per il quale è in corso il processo insieme a Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, e l'imprenditore stabiese Adolfo Greco - si sarebbe adoperato per far revocare la concessione per la distribuzione dei prodotti a marchio Parmalat in diversi comuni del casertano alla Euromilk dei Capaldo, dopo il provvedimento di confisca emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e far assegnare tale concessione alla società cooperativa Santa Maria (poi divenuta una srl su suggerimento di Greco) intestata a prestanome e sempre riconducibile al gruppo Zagaria. In questo modo avrebbe consentito alla famiglia Capaldo di "riaffermarsi sul territorio distribuendo i prodotti Parmalat e consentendo alla società di riappropriarsi della distribuzione dei prodotti su quei territori, a discapito della concorrenza".

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