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La decisione dei giudici

La decisione dei giudici

Latte dei Casalesi: manager "inconsapevole" di aiutare il clan

Il no della Cassazione all'arresto bis di Santoro

Arriva il no della Cassazione al ricorso della Dda sulla custodia cautelare per Antonio Santoro, 55 anni di Casagiove, manager della Parmalat coinvolto nell'inchiesta sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi nella distribuzione del latte.

Il manager dopo una prima conferma da parte del Tribunale del Riesame si era rivolto alla Cassazione che aveva disposto, accogliendo il ricorso dei suoi difensori (gli avvocati Nello Sgambato ed Angelo Raucci), un nuovo esame dell'ordinanza di custodia cautelare. Nuovo esame che aveva portato all'annullamento dell'ordinanza in quanto, ad avviso dei giudici napoletani, non c'erano elementi "idonei a consacrare probatoriamente la consapevolezza e volontà dell'indagato di contribuire ad agevolare il clan dei Casalesi".

Una decisione che è stata impugnata dalla Procura che però si è vista respingere il ricorso. Per la Dda, infatti, senza quella consapevolezza il piano dei fratelli Capaldo - nipoti del capoclan Michele Zagaria - "non si sarebbe realizzato" come dimostrerebbero, secondo la prospettazione dell'accusa, alcune conversazioni. 

Intercettazioni che ad avviso della Suprema Corte non dimostrerebbero, comunque, "la consapevolezza e volontà del Santoro di contribuire ad agevolare il clan dei casalesi nella vicenda in questione". Il ricorso, pertanto, è stato dichiarato inammissibile. 

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