Cronaca

Lasciata nuda sul balcone per una notte intera, la Cassazione ribalta la sentenza per il marito

Annullata la sentenza (senza rinvio): gli ermellini hanno sottolineato la scarsità di prove a carico dell’imputato e l’assenza di testimonianze dirette e neutre rispetto alla vicenda

Colpo di scena in Cassazione. Accolta la linea della difesa di C. S., 62 anni di Caserta, che era stato condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi di carcere per le violenze perpetrate ai danni della ex moglie e dei figli.

Una vicenda che gettò ombre sulla condotta dell’imputato che, tra le accuse, aveva anche quella di aver lasciato la propria compagna, nuda, fuori al balcone per una nottata e di avere a più riprese esercitato violenza nei confronti dei figli oltre ad averli costretti ad assistere alla violenze effettuate alla madre.

Ombre che la Cassazione ha definitivamente dissipato con un annullamento senza rinvio. Una sentenza, quella degli ermellini, che ribalta la decisione del giudice di primo grado che aveva ritenuto l’imputato responsabile di tutte le accuse mosse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, condannandolo senza attenuanti.

Alla base del ricorso presentato dall’avvocato Paolo Falco vi è stata la rappresentazione della manifesta illogicità della sentenza della Corte di appello di Napoli che confermava la condanna di primo grado. La Cassazione riabilita, così, la figura di una persona che fino alla pronuncia definitiva ha lottato per  la sua innocenza.

La scarsità di prove a carico dell’imputato e l’assenza di testimonianze dirette e neutre rispetto alla vicenda, non era stata oggetto di valutazione da parte della Corte di Appello di Napoli che si è pronunciata con una sentenza che è stata definitivamente annullata dalla Suprema Corte di Cassazione.

Quest’ultima, nonostante la richiesta della Procura Generale di censurare il ricorso dell’avvocato per inammissibilità, ha ritenuto ammissibile il ricorso circa le censure proposte avverso il provvedimento di secondo grado e per effetto ha dichiarato la prescrizione del reato cassando la sentenza.

Una pronuncia che pone fine ad un incubo per una persona che si è vista in bilico per la sua libertà per molti anni e che ora cerca il riscatto per la sua onorabilità.

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