Il cuore di Jerry ha smesso di battere: scappato per la libertà ed ucciso dal razzismo

Il 31enne aggredito su un autobus a Castel Volturno e rimasto paralizzato. Il legale: "Sei saltato dalla finestra che avevi nelle pupille"

Jerry Boyake

Il cuore di Jerry Boayke ha smesso di battere. Il 31enne ghanese, finito su una sedia a rotelle dopo una brutale aggressione a sfondo razzista avvenuta su un bus di Castel Volturno due anni fa, è spirato nel corso della notte tra il 19 ed il 20 ottobre. 

Jerry era giunto in Italia nel 2006 e lavorava come saldatore in un'officina di Castel Volturno. Quella mattina di luglio era sul bus che tutti i giorni da Caivano, dove viveva in una residenza assistenziale sanitaria, lo portava al lavoro. Prima di scendere dal mezzo pubblico venne aggredito brutalmente. La sua colpa? Il colore della pelle. Un pugno fortissimo sferrato alle spalle. Talmente forte da farlo cadere dalle scalette dell'autobus. Quella mattina fu l'ultima che Jerry visse sulle proprie gambe. Paralizzato per sempre dall'odio prima che da quel terribile colpo alla schiena. 

Due anni su una sedia a rotelle, troppi per chi era venuto in Italia per cercare la propria libertà. Troppi per chi aveva "attraversato il deserto sperando di avere l’ultimo raschio in gola" ed era "sopravvissuto alla inumana miseria in Libia, nonostante la schiavitù - dice il suo legale Hilarry Sedu - Approdato in Italia hai pensato di essere salvo, di essere libero. Poi, per quel vile gesto, di chi vomita sul mondo, hai perduto l’utilizzo di quel corpo che ti ha garantito km e km da casa. Io lo vedevo, in questi ultimi giorni, che tu non sei fatto per la sedia. Che la tua anima si era ribellata ai soprusi in Africa, figuriamoci se adesso si sarebbe acquietata su di una sedia a rotelle. Purtroppo ho avuto ragione, ieri sei scappato via, ti sei ribellato a quel corpo inerme. Scommetto che sei saltato via dalla finestra, quella tonda che avevi nelle pupille. Già! A che serve affannarsi se non sei più libero? Comunque sia, hai fatto bene, anche la morte è libertà", conclude il legale. 

Ora l'ultimo viaggio. La salma di Jerry verrà rimpatriata. Gofundme, che in questi anni ha sostenuto le spese ed i costi delle terapie riabilitative, ha avviato una raccolta fondi per "sostenere le spese e donare in memoria alla famiglia di Jerry, in questo triste e delicato momento". 

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