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Cronaca Aversa

Strage in discoteca, il figlio del boss fa scena muta davanti al giudice

Di Puorto e altri tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Ugo Di Puorto, il 19enne di Aversa accusato di essere membro della banda dello spray al peperoncino che lo scorso 8 dicembre provocò la strage di Corinaldo, nella discoteca ‘Lanterna Azzurra’.

A scegliere il silenzio, oltre al figlio del ras del Casalesi Sigismondo Di Puorto, sono stati anche gli altri indagati sentito oggi dal giudice durante l’interrogatorio di garanzia: Souhaib Haddada, Badr Amouiyah e Raffaele Mormone.

Diversa invece la strategia difensiva di Moez Akari. Come riporta AnconaToday, il ragazzo difeso dall’avvocato Gianluca Scalera ha spiegato al giudice di non aver usato lo spray al peperoncino, “ero lì quella sera, ma con lo spray non c’entro nulla, non ho avuto contatto con gli altri”. Akari ha anche negato di aver avuto rapporti con gli altri ragazzi della banda e che conosceva Di Puorto, ma solo di vista.

Nella giornata di lunedì era già stato ascoltato Andrea Cavallari, sentito nel carcere di Genova. Il ragazzo avrebbe affermato di essere estraneo alla vicenda dello spray, che sarebbe quindi stato spruzzato da un altro gruppo con il quale non ha avuto contatti all'interno del club e nel corso della serata. Il 20enne di Bomporto si è poi avvalso della facoltà di non rispondere in merito agli altri furti con strappo che gli vengono contestati.

Anche il titolare del compro oro, il 65enne Andrea Balugani, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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