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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Casapesenna

Casalesi, fissati gli interrogatori di zio e nipote dopo l'emergenza Covid in carcere

Aldo e Giulio Nobis saranno ascoltati dal gip che ne ha firmato l'arresto

Fissati gli interrogatori di garanzia per Aldo Nobis ed il nipote Giulio, rinviati lo scorso 2 febbraio per problemi legati al coronavirus presso la casa circondariale di Secondigliano. Sono stati riconvocati tra qualche giorno dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari Federica Colucci del Tribunale di Napoli assistiti dai loro legali, gli avvocati Bartolomeo Mariniello, Paolo Caterino e Angelo Raucci, per chiarire la loro posizione.

I due Nobis, insieme a Vincenzo Cantiello, che in sede di interrogatorio di garanzia del 2 febbraio assistito dagli avvocati Carlo De Stavola e Elisabetta Carfora, rispose alle domande del gip chiarendo la propria posizione in merito agli addebiti contestatigli, il 31 gennaio vennero raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe per illecita concorrenza con minaccia e violenza, tentata estorsione con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i Nobis e Cantiello avrebbero imposto sui loro territori di competenza quali Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna il monopolio della raccolta degli oli usati. Un racket garantito da minacce e violenze anche fisiche a imprenditori o dipendenti delle ditte rivali alla Soloil Italia Srl di Aldo Nobis o a commercianti dell'Agro Aversano che, intimoriti dalla caratura criminale derivante dall'appartenenza al clan dei Casalesi, erano costretti a conferire alla ditta di Nobis gli oli esausti.

Per mantenere l'egemonia nel settore della raccolta degli oli usati i tre esponenti del clan dei Casalesi o ricorrevano a minacce o aggressioni o all'intercessione di altri esponenti del clan quale Oreste Reccia. L'inchiesta della Dda partenopea nell'ambito della quale è stato iscritto nel registro degli indagati  F. D. S. un altro imprenditore favorito dal Clan, ha preso le mosse da una denuncia del titolare di una ditta rivale alla Soloil Italia di cui era promotore Aldo Nobis che segnalò agli inquirenti come 140 suoi clienti, improvvisamente, si avvalsero del servizio di raccolta della ditta di Nobis nonostante avessero ancora in essere un precedente contratto con la propria ditta. Le risultanze investigative dei carabinieri portarono alla scoperta del nuovo business degli oli usati su cui il clan dei Casalesi aveva messo le mani.

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