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Cronaca Marcianise

Il Comune parte civile nel processo contro il dirigente ed il patron dell’Interporto

Il commissario affida l’incarico per la costituzione: potrà chiedere il risarcimento

Il Comune di Marcianise si costituisce parte civile nel processo con giudizio immediato a carico del suo dirigente (attualmente sospeso) Gennaro Spasiano, del patron dell’Interporto Giuseppe Barletta e dell’ex amministratore delegato di Interporto Sud Europa Antonio Campolattano. Lo ha deciso il commissario prefettizio Michele Lastella che ha affidato l’incarico di costituzione di parte civile all’avvocato Simona Lai per l’udienza in programma la prossima settimana dinanzi alla Prima sezione collegio C del tribunale di Santa Maria Capua Vetere quando inizierà ufficialmente il dibattimento.

I tre furono arrestati (Campolattano in seguito è stato scarcerato ed attualmente su di lui pende il divieto di dimora in provincia di Caserta) nel settembre scorso al termine dell’indagine della Guardia di Finanza su “reiterate condotte illegali sulle procedure di rilascio di permessi a costruire” da parte del dirigente Spasiano a favore delle società degli indagati.

Il dirigente, secondo la tesi della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe infatti illegittimamente rilasciato tra il mesi di aprile 2017 e il gennaio 2018 tre permessi a costruire a favore di società del gruppo imprenditoriale di Giuseppe Barletta in assenza della necessaria approvazione della variante urbanistica. L’illegittimità dei permessi muove dalla constatazione della Procura circa il fatto che il dirigente Spasiano ha fondato i permessi adottati su una delibera del Commissario Straordinario del Comune di Marcianise datata 3 giugno 2016 non potendo fare, posto che tale delibera era ed è in realtà privo di valore provvedimentale. L’altro profilo di illegittimità dei permessi a costruire attiene al fatto che il dirigente comunale li aveva adottati sulla base di una concezione stipulata il 29 giugno 2016 dallo stesso Spasiano con i rappresentanti delle società del gruppo interessate, illegittima appunto perché a sua volta non approvata dall’organo consiliare del Comune di Marcianise.

Nella stessa inchiesta furono coinvolti (indagati a piede libero) anche l’ex sindaco Antonello Velardi e gli assessori della giunta che diedero parere positivo al patto con l’Interporto senza che lo stesso fosse poi approvato in consiglio comunale. La costituzione di parte civile permetterìà, in caso di condanna degli imputati, di poter avanzare richieste risarcitorie nei confronti degli stessi per i danni subiti dall'Ente.

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