Insulti sessisti e minacce: prefetto sospeso

Malfi è originario di San Marcellino ed ha lavorato a Caserta

Il prefetto Salvatore Malfi

Insulti a sfondo sessista e minacce di morte. Un atteggiamento che aveva ingenerato nei dipendenti pubblici un "clima di terrore". Sono queste alcune circostanze emerese sul conto di Salvatore Malfi, attualmente prefetto di Salerno e originario di San Marcellino, sospeso per tre mesi nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione per il servizio di accoglienza dei richiedenti asilo.

Le pratiche discriminatorie, umilianti ed ingiuriose sono emerse nell'ambito dell'indagine svolta dalla Procura di Vercelli, che lo vede coinvolto per abuso d'ufficio. I fatti riguardano il periodo tra il 2011 ed il 2016 quando Malfi era prefetto proprio nella città piemontese.

Secondo l'indagine della Squadra Mobile della Questura di Vercelli e della guardia di finanza, coordinata dal pm Davide Pretti, il prefetto Malfi avrebbe ingenerato "un clima di costante terrore e di estrema tensione negli uffici prefettizi", riferisce l'Ansa. Responsabilità, secondo l'accusa, sono emerse anche in merito alla sussistenza di delitti contro l'assistenza familiare e contro la persona.

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Malfi ha 58 anni ed ha lavorato tra aprile e dicembre del 1991 alla Prefettura di Caserta coadiuvando i prefetti dell'epoca, Roberto Amato e Corrado Catenacci, nell'attività di verifica degli appalti pubblici dei comuni.

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