Terrorizza moglie e figli inseguendoli con l'auto: arrestato 40enne

Colpito dal divieto di avvicinamento alla vittima dopo la denuncia per maltrattamenti in famiglia ha continuato a perseguitarla. La donna picchiata dalla prima notte di nozze

La misura cautelare notificata dai carabinieri

Arresti domiciliari per un 40enne di Maddaloni accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex moglie. I carabinieri hanno notificato all'indagato l'aggravamento della misura cautelare, disposto dal gip Ivana Salvatore del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo le reiterate violazioni del divieto di avvicinamento alla vittima.

A fine aprile il 40enne era stato colpito dalla misura cautelare per effetto della quale non avrebbe potuto avvicinarsi ai luoghi ed all'abitazione della ex moglie. Nonostante ciò, dopo l'interrogatorio di garanzia del 30 aprile, ha atteso la fine del lockdown per ricominciare con le sue condotte vessatorie ed opprimenti. Prima si è recato al supermercato dove la donna era solita fare la spesa. Poi, lo scorso 10 maggio, si è reso protagonista di un episodio gravissimo, inseguendo la vittima mentre era in auto con i figli piccoli. Condotte che hanno reso necessario una misura ancora più restrittiva come quella degli arresti domiciliari. 

La donna - assistita dall'avvocato Carmine D'Onofrio che si è avvalso della collaborazione dell'avvocato praticante Giuseppe Lo Conte - aveva raccontato agli inquirenti una vita domestica da incubo fatta di botte ed umiliazioni. Secondo il suo racconto il primo episodio risalirebbe addirittura alla prima notte di nozze quando venne colpita con uno schiaffo per una lite sulle spese della cerimonia. Da lì una vera e propria escalation di violenza. 

La malcapitata veniva picchiata con cadenza quasi quotidiana: schiaffi, pugni, calci all'addome. Addirittura un'aggressione si sarebbe consumata quando era incinta di 8 mesi o perché il 40enne non tollerava che la donna allattasse il primo figlio al seno. Circostanze confermate dai vicini di casa che hanno raccontato le urla e i rumori provenienti dalla casa dove la coppia viveva.

La donna, disperata, era arrivata anche a pensare di farla finita. "Andai dal prete e gli dissi che avevo intenzione di suicidarmi - ha riferito agli inquirenti - Volevo morire in pace con Dio. Dopo avermi ascoltata mi dissuase da tale insano gesto e mi consigliò di andare dalla Polizia".

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Le denunce, la fuga nella casa dei genitori, nel beneventano, non sono bastate a dissuadere il marito violento dal proseguire con le sue condotte fino ad oggi quando è stato arrestato.
 

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