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Le minacce con una pistola

Le minacce con una pistola

Ingegnere minacciato con la pistola e sequestrato, 36enne ai servizi sociali

Il professionista costretto a rinunciare a 30mila euro. I giudici hanno applicato la misura della semilibertà dopo la condanna

Regime di semilibertà per Umberto Zara, 36enne casertano residente da tempo a Lucca, responsabile del reato di estorsione in concorso aggravata dall'uso di un'arma e tentato sequestro di persona.

Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha sciolto la riserva nei confronti di Zara, difeso dall'avvocato Ferdinando Letizia, detenuto presso la casa circondariale di Lucca in esecuzione di una pena esecutiva disposta dalla Corte di Appello di Firenze di 3 anni e 5 mesi di reclusione.

Lo scorso luglio Zara insieme con un imprenditore immobiliare 44enne di Porcari, Fabrizio Marchese, costrinse con violenza e sotto la minaccia di una pistola un ingegnere edile nel Comprensorio del Cuoio a desistere dalla procedura esecutiva intrapresa contro la ditta di cui il complice era legale rappresentante facendo sottoscrivere alla vittima una liberatoria ed una rinuncia al proseguimento della procedura coattiva.

L'intento dei due era quello di estinguere un debito che l'imprenditore immobiliare vantava nei confronti dell'ingegnere, circa 30.000 euro. Il tutto nacque da lavori che Marchese fece eseguire all'ingegnere mai saldati. La vittima non riscuotendo le note emesse aveva maturato nei confronti della ditta un credito di 30.000 ed ottenne un decreto ingiuntivo sulle costruzioni su cui aveva lovorato nonché il pignoramento.

Per risolvere la situazione scattò la trappola ai danni dell'ingegnere che fu portato in aperta campagna da Zara, costretto a firmare un documento che avrebbe sollevato Marchese da qualsiasi pendenza e per avvalorare l'opera di convincimento rinchiusero la vittima nel bagagliaio della propria auto finché stremata ed impaurita firmò. A seguito di indagini della Procura di Firenze, Marchese venne condannato ad 8 anni di reclusione e Zara a 3 anni e 5 mesi.

Detenuto dal febbraio del 2019 con fine pena previsto per giugno 2022 Zara ha ottenuto l'applicazione del regime di semilibertà in previsione dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Ciò che ha convinto gli inquirenti all'applicazione di una misura alternativa è stata la condotta regolare tenuta in carcere, l'assenza di legami con la criminalità organizzata o eversiva ed aver dedotto la possibilità di lavorare in qualità di muratore presso la ditta edile di cui é già socio- lavoratore a Lucca. Zara ha cercato di ripagare il danno arrecato alla vittima con una risarcimento parziale di 1000 euro.

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