Inchiesta Pineta Grande, l'ex consigliere indagato: "Voterei ancora le delibere"

Cesare Diana: "Voler fare della città un'eccellenza in campo sanitario, con un ospedale da 1.000 posti letto, non dovrebbe essere una colpa"

L'ex consigliere comunale Cesare Diana coinvolto nelle indagini sulla clinica Pineta Grande

"Confido nella maistratura e nel suo operato, una cosa è certa: lo rifarei". Queste le parole dell'ex consigliere comunale di Castel Volturno Cesare Diana, coinvolto insieme a tutta l'amministrazione dell'allora sindaco Dimitri Russo, nelle indagini condotte dalla Procura della Repubblica per verificare tutti gli atti amministrativi (comprese le delibere di consiglio comunale) che avevano portato all’autorizzazione dei lavori di ampliamento della clinica 'Pineta Grande'.

"Quando si va in consiglio comunale si dovrebbe anteporre l'interesse dei propri cittadini a tutto, e con questo spirito ho sempre votato - sottolinea Cesare Diana - Non sono pentito del mio voto a favore, perché l'obiettivo era, ed è tutt'ora, quello di dare a Castel Volturno un futuro diverso rispetto alla situazione attuale, che vede questo comune noto in tutta Italia per il degrado, la prostituzione, la droga, i traffici illeciti, la camorra e la mafia nigeriana".

"Voler fare di Castel Volturno la città dell'eccellenza in campo sanitario, con un ospedale da 1.000 posti letto, unico presidio ospedaliero all'avanguardia dell'Italia meridionale, non dovrebbe essere una colpa - continua l'ex consigliere comunale - Credo che non votare avrebbe significato non voler dare alla propria città la possibilità di voltare pagina, negando ai castellani nuove occasioni lavorative e il miglioramento della qualità della vita. È innegabile infatti, l'importanza per l'intero indotto che avrebbe portato con sé nuovi investimenti fondamentali per il rilancio della città".

"È chiaro che a muovermi è l'amore per la mia terra, martoriata e nota alle cronache per degrado e criminalità, anche perché non ho incassato 1 euro, non ho preso nessun appalto o posto di lavoro, non ho tratto nessun giovamento, anzi - conclude Cesare Diana - Penso che bisognerebbe porre l'attenzione sui grandi interessi imprenditoriali della sanità privata campana, i quali hanno ostacolato in ogni modo attraverso denunce quest’ampliamento, che avrebbe portato Pineta Grande ad essere un centro d’eccellenza non solo regionale".

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