Indagato il sindaco per la 'corona d'oro del Crocifisso'

Avviso di garanzia per "appropriazione indebita"

Antonello Velardi ed il parroco don Paolo Dello Stritto

La disputa legale per la ‘corona d’oro’ del Crocifisso di Marcianise si arricchisce di nuovi particolari. Secondo quanto riporta ‘Cronache di Caserta’ stamattina, il sindaco di Marcianise Antonello Velardi sarebbe stato raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per appropriazione indebita. Nei prossimi giorni il primo cittadino dovrebbe essere sentito dal pubblico ministero Gerardina Cozzolino. 

La storia della corona

La corona d’oro risale al 1951 quando fu donata alla città da un benefattore di Marcianise che l’aveva fatta realizzare dai maestri dell’oro di Napoli. La corona serve per adornare il Crocifisso quando lo stesso viene portato in processione per le strade della città, per poi essere riposta in un luogo segreto per evitare ‘furti’. Tant’è che nel Duomo viene esposta una corona in ottone argentato.

‘Affidata’ al Comune

A gennaio, la corona è stata affidata al Comune di Marcianise e lo stesso sindaco Antonello Velardi ne ha parlato in un Diario su Facebook del 18 gennaio scorso. “Non avevo mai visto quella corona, oggi ho avuto questo privilegio. La corona è in una scatola di velluto rosso, ora finalmente custodita nel Comune di Marcianise - scriveva quasi un mese fa-. Era altrove, è giusto che sia custodita in municipio perché è proprietà di tutti noi. Non dico precisamente dove per motivi di sicurezza, è comunque ben protetta. Ho voluto fare una foto e ho voluto condividere l'emozione della vista con voi, con tutti i miei concittadini, non solo quelli che vivono a Marcianise. Ho ancora i brividi che mi salgono lungo la schiera e per me è stato un privilegio poter ammirare questo pezzo prezioso di artigianato”.

La guerra parroco-sindaco

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Ma don Paolo, adesso, ne ha chiesto la restituzione. Forse anche perché i rapporti col sindaco sono ai minimi storici, il sacerdote del Duomo ha chiesto di rientrare in possesso dell’oggetto prezioso che era stato donato nel 1951. Ma la risposta non sembra essere stata quella attesa dal parroco. 

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