Voto di scambio, 4 indagati: c'è anche Graziano. "Perseguirò chi mi vuole attribuire fatti illeciti"

Il consigliere regionale iscritto nel registro degli indagati insieme al consigliere comunale Fiorenzano che avrebbe ottenuto, secondo la Procura, i voti in cambio di un aiuto al concorso Osa

Il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano

La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha chiuso le indagini sul presunto voto di scambio che ci sarebbe stato alle elezioni amministrative di Aversa della scorsa primavera.

Sono in corso di notifica i provvedimenti ai quattro indagati, tra cui spuntano anche il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano ed il consigliere comunale Pasquale Fiorenzano

Quest’ultimo (eletto nella lista Obiettivo Aversa), secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe colui che si sarebbe avvantaggiato dell’appoggio elettorale del denunciante (anche lui indagato) al quale sarebbe stato promesso un aiuto per un concorso per ‘Operatore socio assistenziale’ all’ospedale Cardarelli di Napoli in cambio dei voti alle ultime amministrative di Aversa. Un aiuto che non si sarebbe materializzato e che avrebbe spinto l’aspirante Osa a presentare una denuncia per scambio di voti alla polizia che ha aperto le indagini.

Tra gli indagati c’è anche una persona "vicina" a Graziano che avrebbe fatto da tramite tra il portatore di voti ed il consigliere regionale. Il caso era salito alla ribalta nelle scorse settimane, quando sono iniziate a circolare le prime voci sull’indagine che, in parte, erano state già annunciate dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva parlato, subito dopo la tornata elettorale, di verifiche in corso per presenti scambi di voti. 

La notifica del provvedimento di chiusura delle indagini permetterà ai quattro indagati di poter presentare una propria memoria difensiva sulla base degli atti di indagine. Successivamente la palla tornerà alla Procura della Repubblica di Napoli Nord che potrà chiedere, nel caso, il rinvio a giudizio per i quattro indagati.

Graziano si è detto "ancora una volta fiducioso nella magistratura. Sono tranquillo perché assolutamente estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver segnalato/raccomandato la persona, che proprio per la mancata segnalazione prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi utilizzando gli organi di informazione. I fatti si riferiscono, tra l’altro non alla mia campagna elettorale ma a quella di un altro. Perseguirò con il massimo rigore qualsiasi tentativo di attribuirmi comportamenti illeciti".

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