Inchino alla villa del boss, l'assessore: "Sede 'modello welfare' dopo la confisca"

Pontillo partecipò alla processione finita sotto i riflettori della magistratura: "Episodio avvenuto lontano dai miei occhi"

L'inchino immortalato dalle telecamere

L'episodio dell'inchino della Vergine delle Grazie alla villa di Santa Barbara del boss Antonio Della Ventura, quella del 23 giugno 2017, è avvenuto in presenza di un esponente dell'amministrazione comunale, che partecipò, con tanto di fascia tricolore, in rappresentanza della città. Si tratta dell'assessore al Patrimonio Alessandro Pontillo che interviene sulla vicenda, a tre anni di distanza ed alla luce dell'inchiesta giudiziaria che ha svelato gli 'affari di famiglia', gestiti da Michele Maravita e da Concetta Buonocore, rispettivamente genero e moglie del ras dei Belforte.

"Ho partecipato a quella processione in qualità di assessore comunale, come ho fatto anche negli anni successivi, in quanto nativo di quella borgata - precisa Pontillo in una nota - Non ricordo la circostanza specifica anche perché è consuetudine di chi guida la processione religiosa entrare in alcune traverse e vicoli con la statua, mentre il corteo attende sulla strada principale. Inoltre, la sosta a cui si fa riferimento (durata circa una ventina di minuti nda) sarebbe avvenuta in una stradina di campagna ad alcune centinaia di metri dalla strada principale, lontana dalla mia visuale e dalla mia attenzione".

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Pontillo poi ribadisce come l'amministrazione comunale sia "in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e come assessore con delega al Patrimonio ho seguito personalmente l’assegnazione al Comune di beni confiscati. L'immobile al quale l’indagine si riferisce per l’episodio della deviazione del percorso della processione, è stato confiscato proprio ad alcuni esponenti di una delle famiglie oggetto dell’inchiesta. Successivamente, in sinergia con Prefettura e Questura, è stato liberato da persone che lo occupavano sine titulo ed è stato affidato dal Comune al comitato provinciale di Caserta della Croce Rossa Italiana. Proprio lì, in questo difficile periodo legato all’ emergenza coronavirus, si è deciso di allestire la sede operativa del Modello Welfare Caserta, grazie al quale migliaia di famiglie casertane in difficoltà hanno ricevuto assistenza attraverso il Centro Operativo Comunale e la Croce Rossa, che ha coordinato numerose associazioni cittadine aderenti alla nostra rete di solidarietà".

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