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L'incendio scoppiato alla Lea nell'ottobre del 2018

L'incendio scoppiato alla Lea nell'ottobre del 2018

Inchiesta sulla Lea, indagato anche il socio che ha vuotato il sacco

Dalla battaglia dell'ombrellone alle accuse di Giordano fino al rogo di rifiuti: così c'è stata la svolta

Il dubbio forte che la puzza che ha inondato Marcianise nell'estate 2018 provenisse dalla Lea era forte. Al punto che già il sindaco Antonello Velardi si rese protagonista della famosa protesta dell'ombrellone, piazzandosi proprio nei pressi del cancello d'ingresso dell'azienda con la quale iniziò una sorta di 'guerra a distanza'.

Ma l'input più forte per le indagini è arrivato quando agli inizi del settembre 2018, Carmelo Giordano, socio di Angelo Egisto nella Lea, decide di presentarsi alla Guardia di Finanza per denunciare l'interramento dei rifiuti nel piazzale retrostante dell'azienda unicata nella zona industriale di Marcianise, facendo intendere dell'esistenza di un video in cui sarebbe stato ripreso lo sversamento dei rifiuti poi coperto dalla nuova pavimentazione.

Dopo poco più di un mese, ad ottobre, un incendio è scoppiato all'interno dell'azienda che tratta rifiuti provocando l'innalzamento della presenza di diossina nell'area di Marcianise. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno dunque voluto vederci chiaro ed hanno continuato ad indagare, scoprendo che i sospetti erano molto vicini alla realtà. L'umido raccolto non veniva spostato entro le 48 ore, così come previsto dalla legge, e questo favoriva la fuoriuscita di percolato.

Il peggio doveva ancora venire. Perché effettuando i carotaggi hanno scoperto che, effettivamente, sotto il pavimento erano stati interrati rifiuti. Pericolosi per la salute. Da qui la svolta alle indagini con la richiesta di arresto per l'amministratore della Lea Angelo Egisto e l'autotrasportatore Violante Marasco, 36 anni, napoletano, considerato l'uomo di fiducia dell'imprenditore. 

“Lo scempio ambientale perpetrato negli ultimi 20 anni ai danni dei cittadini di Caserta e Napoli produce effetti devastanti - commenta la segretaria regionale della Cgil Camilla Bernabei - Si continua a distruggere il territorio con azioni criminose. È impensabile continuare a gestire in questo modo il ciclo dei rifiuti in Campania. Occorre un cambio di passo, netto e in discontinuità con quanto fatto fino ad oggi. Gestire i rifiuti come ha fatto fino ad oggi la Lea non rientra assolutamente nelle logiche di un’imprenditoria sana e attenta ai temi ambientali. La Cgil Campania e le Camere del Lavoro territoriali continueranno a tenere alta la guardia su questi temi a cominciare dalle “Assemblee per il futuro” nei luoghi di lavoro programmate per il prossimo 27 settembre, durante le quali si discuterà di emergenza climatica e di lotta alla giustizia climatica, che saranno promosse anche in Campania”. 

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