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L'incendio nella Maddalena ad Aversa

L'incendio nella Maddalena ad Aversa

Quattro incendi e 2 furti, il piano sicurezza nella 'Maddalena' non funziona

Il comitato attacca l'Asl ed attende ancora l'apertura di un tavolo

Quattro incendio e due furti in pochi mesi nell’area della Maddalena, l’ex manicomio di Aversa oggi al centro di un braccio di ferro tra l’Asl di Caserta ed il comitato ‘La Maddalena che vorrei’ sostenuto dal laboratorio politico ‘Iskra agro aversano’. E sono proprio i volontari ad attaccare le scelte aziendali: “Tale episodio è la conseguenza delle azioni messe in campo dall'Azienda Sanitaria Locale di Caserta negli ultimi mesi: in brevissimo tempo l'ASL ha sperperato decine di migliaia di euro per costruire muri e cancelli nell'intento di blindare l'intera area. Una manovra volta soprattutto ad impedire la riappropriazione dal basso di un bene comune e la costruzione di una alternativa sociale e culturale a partire dall'immenso polmone verde, che da decenni versava in stato di abbandono. L'incendio rischiava di mandare in fumo non solo un plesso storico del complesso ma anche il lavoro di riqualifica sociale sia di chi partecipava alle iniziative organizzate in Falegnameria, sia di tutti coloro che da anni supportano una idea più generale di rivalorizzazione dell'intera area manicomiale”.

Ed ancora: “Le fiamme divampate l'altra sera (che hanno colpito solo l’interno del pozzo e non hanno intaccato le strutture limitrofe) sono solo l'ennesimo atto di devastazione che quell'area vive dalla nuova chiusura dei cancelli imposta dall'ASL. Di fatto questo è il quarto incendio in pochi mesi all'interno di tutto il complesso manicomiale, a cui si sommano i furti di materiali in ferro e beni di rilevanza storica. Già da tempo dopo la chiusura ordinaria dei cancelli, molte aree, tra cui l'ex falegnameria, vengono intenzionalmente e ripetutamente devastate: si pensi che alcuni materiali ritrovati in fondo al pozzo provenivano appunto da lì. È evidente oramai che la chiusura dei cancelli non sta portando la sicurezza che i dirigenti dell'ASL si auspicavano ma sta solamente favorendo coloro che intendono perpetrare la devastazione dell'area. Inoltre la sera dell'incendio i cancelli hanno rappresentato un grave ostacolo all'intervento tempestivo dei vigili del fuoco: infatti per oltre un'ora nessuno ha potuto aprire gli stessi, non avendo la disponibilità delle chiavi, i detentori di esse non erano invece reperibili, impedendo l’intervento da parte dei vigili del fuoco. Il giorno seguente, a seguito dell’accaduto, moltissime ore di intervento hanno dato la possibilità all'azienda sanitaria di mettere i sigilli a una parte molto ampia dell’ex manicomio. Intanto il Comitato attendeva la prima convocazione ufficiale di un tavolo istituzionale che coinvolgesse l'ente proprietario, e la presenza dei sindaci dei tre comuni limitrofi la Maddalena, ancora una volta rallentato dell'assenza dei vertici amministrativi dell'ASL”.

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