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Denunciata dopo aver incassato assegno di rimborso dall'Enel, il tribunale la assolve

La 42enne era accusata di ricettazione per aver ottenuto circa 1400 euro

Un assegno non trasferibile di 1.408,64 euro presumibilmente contraffatto nell'indicazione del beneficiario, un'imputazione per ricettazione e l'assoluzione per insussistenza del fatto. Sono questi gli elementi dell'iter giudiziario di una 42enne di Castel Volturno durato ben 4 anni.

La vicenda nasce dalla denuncia sporta nel settembre del 2017 da alcuni cittadini di Castel Volturno rei di aver indebitamente incassato il loro assegno Enel di rimborso pari a 1.408,64 euro riferendo all'autorità procedente che nel mese di aprile dello stesso anno inviano all'Enel una richiesta di rimborso risultata poi accolta dall'ente di fornitura elettrica.

Tant'è che nel maggio del 2017 l'Enel non solo comunicava ai 'beneficiari' del rimborso l'entità pari a 1408,64 euro da inviare mediante assegno bancario non trasferibile ma che dietro sollecito, tale titolo bancario risultata a inviato ed incassato nel giugno del 2017.

Da tale comunicazione si avviano le indagini delle forze dell'ordine che risalgono alla 42enne di Castel Volturno che risultava aver incassato suddetto assegno in un ufficio postale castellano.

La donna è stata accusata del reato di ricettazione perché secondo i giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere al fine di procurarsi profitto riceveva da persona non identificata l'assegno bancario del valore di 1.408,64 euro emesso nel mese di giugno 2017 dall'Enel in favore di un altro residente a Castel Volturno ponendolo all'incasso in un ufficio postale locale.

In un susseguirsi di udienze nel corso degli anni il difensore della presunta ricettatrice, l'avvocato Francesca Luongo, ha mostrato l'insussistenza del reato per mancanza del reato presupposto. Il titolo di credito infatti era regolarmente intestato alla 42 enne. Elementi che hanno portato il giudice Rosetta Stravina della Seconda Sezione  Monocratica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ad assolvere la 42enne castellana perché 'il fatto non sussiste'.

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