menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Imprenditori legati a Zagaria, 4 arresti. Indagati dirigente del Comune e funzionario di banca

In manette Pagano, Farina ed i cugini Verazzo. Sequestri per 15 milioni di euro

Alle prime ore di questa mattina, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - D.D.A., militari dell’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma hanno dato esecuzione a misure cautelari personali e reali, emesse dal GIP presso il Tribunale campano.

Sequestrati beni per 15 milioni di euro

In particolare, vengono eseguite 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nonché 2 misure cautelari personali di natura interdittiva nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso in associazione mafiosa, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio dei capitali illeciti, nonché un decreto di sequestro preventivo di aziende e quote societarie per circa 15 milioni di euro.

Pagano in rapporti con Michele Zagaria

In sintesi, le investigazioni dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno riguardato Domenico Pagano, titolare della società Immobiliare Generale (oggetto di sequestro), ritenuto gravemente indiziato di essere inserito nel Clan dei Casalesi avendo allacciato, fin dagli anni ’90, rapporti collusivi in particolare con Michele Zagaria e Giacomo Capoluongo, divenendo poi imprenditore di riferimento per la fazione Schiavone alla quale procurava stabili finanziamenti come quota sui lavori ottenuti grazie all’intervento del clan.

Il business sulla Rsa

A Pagano viene anche sequestrato il cd. “Palazzo delle Cento Persone” di Capua dove sarebbe dovuta sorgere una RSA. L’immobile, in passato pignorato a Angela Iovene, moglie di Rodolfo Statuto (deceduto e già condannato con la cosiddetta sentenza Spartacus per artt. 110, 416 bis c.p.), era stato acquistato, mediante una procedura esecutiva, per l’importo di 1.455.129,50 euro dalla società immobiliare: nella compravendita in questione la fazione Schiavone reinvestiva la somma di 500.000 euro.

Arrestati Farina ed i cugini Verazzo

Altro destinatario della misura è Domenico Farina, ritenuto gravemente indiziato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, amministratore unico della Prisma Costruzioni S.R.L, società riconducibile al collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, aggiudicataria di vari appalti pubblici con la connivenza di vari amministratori locali. Le indagini della Guardia di Finanza hanno, invece, interessato il gruppo imprenditoriale casertano riconducibile ai cugini Verazzo (Giuseppe di 65 anni e Francesco di 61 anni), ritenuti gravemente indiziati per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, operanti nel settore delle costruzioni edili che, avvalendosi della forza di intimidazione del “Clan dei Casalesi” e grazie alla compiacenza di amministratori locali, si sono aggiudicati appalti pubblici nel territorio casertano, assumendo peraltro il ruolo di portavoce di Nicola Schiavone nella zona di Capua e assicurando il sostegno elettorale alle compagini politiche locali legate ad esponenti del Clan. In tale ambito, lo sforzo investigativo dei militari della Guardia di Finanza si è concentrato sulla ricostruzione economico-patrimoniale delle illecite ricchezze accumulate negli ultimi 20 anni dagli indagati, anche attraverso i propri nuclei familiari e società a loro riconducibili, consentendo l’adozione di provvedimenti cautelari finalizzati alle ipotesi di confisca previste dalla legislazione antimafia. In particolare, nei confronti dei cugini Verazzo e di Pagano, a conclusione di una minuziosa ricostruzione dei numerosi beni detenuti, posta in essere anche mediante la valorizzazione di segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema di prevenzione antiriciclaggio, vengono complessivamente sottoposti a sequestro preventivo circa due complessi aziendali e quote societarie per un valore di circa 15 milioni di euro.

Indagati dirigente del Comune e impiegato di banca

Con la medesima ordinanza è stata infine applicata la misura cautelare interdittiva per la durata di un anno e della presentazione alla polizia giudiziaria all’ingegnere Francesco Greco, responsabile pro-tempore dell’ufficio tecnico del Comune di Capua ritenuto gravemente indiziato per turbata libertà degli incanti e corruzione, e a Andrea D’Alessandro, impiegato presso un Istituto bancario, all’epoca in servizio presso una filiale bancaria di Santa Maria Capua Vetere, ritenuto gravemente indiziato anche per riciclaggio in quanto quest’ultimo con il suo operato consentiva trasferimenti di denaro contante su conti bancari riconducibili al sodalizio camorristico.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Campania verso la zona arancione. “Al 90% sarà così”

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento