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Le rivelazioni di Nicola Schiavone

Le rivelazioni di Nicola Schiavone

Imprenditore vicino a Zagaria, Schiavone: "Doveva essere ucciso"

Per il figlio di Sandokan Raffaele Parente avrebbe avvisato Salzillo dell'imminente omicidio per conto di Capastorta

"Raffaele Parente doveva essere ucciso dopo l'uccisione di Michele Zagaria". Lo ha detto Nicola Schiavone agli inquirenti nel corso degli interrogatori in cui ha parlato dell'imprenditore di Casapesenna, arrestato la settimana scorsa per associazione di stampo mafioso per il suo legame alla cupola criminale guidata da Capastorta

Il figlio di Sandokan, oggi collaboratore di giustizia, ha riferito del legame familiare di Parente con Antonio Salzillo, nipote del fondatore del clan dei Casalesi Antonio Bardellino, ucciso dal commando di fuoco degli Schiavone nel 2009 proprio per rimarcare l'egemonia criminale degli Schiavone. "Antonio Salzillo era tornato sui nostri territori nonostante l'esilio a cui era stato condannato in occasione dell'uccisione di Antonio Bardellino - rivela il figlio di Sandokan - Per questa ragione io non potevo tollerare questa cosa di cui non si era proprio parlato nel clan. Parlai con Nicola Panaro dicendogli che uno di noi due o entrambi avremmo dovuto mandare una imbasciata ad Antonio Iovine e Michele Zagaria per far loro sapere della presenza di Salzillo sui loro territori. Era un atto di rispetto verso di loro perché, nel caso in cui avessimo ucciso Salzillo su uno di questi territori, magari proprio in compagnia di Parente con cui egli si incontrava, Iovine e Zagaria avrebbero potuto lamentare la nostra azione".

Ci fu un primo summit con Iovine. Poi un secondo vertice durante il quale 'o Ninno "mi disse che Michele Zagaria aveva preso atto di questa circostanza e fece spallucce", spiega Schiavone. Dopo l'incontro però Salzillo scomparve dall'area dei Casalesi. "Io dedussi che Salzillo fosse stato avvisato proprio da Michele Zagaria per il tramite di Raffaele Parente in quanto costui era l'unico punto di contatto tra i due". 

Salzillo sarebbe rientrato solo due anni più tardi a Cancello ed Arnone ed ucciso senza che Schiavone stavolta si preoccupasse "di avvisare nessuno". Nonostante in delitto rimase in Schiavone il convincimento che "Salzillo era ritornato sui nostri territori con l'avallo di Michele Zagaria, fatto questo che aveva rafforzato in me la decisione di uccidere Michele Zagaria". Inoltre "anche Raffaele Parente doveva essere ucciso dopo l'uccisione di Zagaria". 

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